Campogalliano. Giorni contati per la cimice asiatica scende in campo la vespa samurai
Le prime 110 vespe samurai, di cui 100 esemplari femmina e 10 maschio, sono state liberate a Campogalliano nei pressi di una siepe naturale di proprietà privata, adiacente ai frutteti di un imprenditore associato Coldiretti, coperti con reti monoblocco.
CAMPOGALLIANO È piccolissima e già presente in regione, non è pericolosa per l’uomo e neanche per gli animali o le api, si ciba di polline e non punge, il suo unico nemico è la cimice asiatica, il pericoloso parassita che da tempo danneggia le produzioni frutticole della regione e del nord Italia. Il Trissolcus japonicus, più comunemente noto come vespa samurai, è il grande alleato degli agricoltori nella lotta biologica alla cimice asiatica che ha ufficialmente preso il via questa mattina con il primo lancio nelle campagne modenesi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.38974571:Video:https://video.gazzettadimodena.gelocal.it/locale/campogalliano-ecco-le-vespe-samurai-per-la-cimice-asiatica-e-finita/131617/132245]]
All’inaugurazione del progetto, presente anche l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi: “E’ in assoluto la prima iniziativa di lotta biologica così radicale, Trissolcus japonicus è l’antagonista naturale che storicamente riequilibra la presenza della cimice asiatica negli ecosistemi e abbiamo quindi valide ragioni per ipotizzare buoni risultati. Dietro alla lotta biologica che parte concretamente oggi c’è un complesso lavoro amministrativo e normativo che, assieme al presidente Bonaccini, abbiamo seguito con grande attenzione, oltre a mesi di studi portati avanti dai consorzi fitosanitari e dal servizio fitosanitario regionale che ringrazio per il prezioso lavoro svolto. Naturalmente si tratta di una sperimentazione per la quale serve tempo, ma abbiamo tutti i motivi per credere che sia uno strumento di azione valido”.
Le prime 110 vespe samurai, di cui 100 esemplari femmina e 10 maschio, sono state liberate a Campogalliano nei pressi di una siepe naturale di proprietà privata, adiacente ai frutteti di un imprenditore associato Coldiretti, coperti con reti monoblocco. L’obiettivo per il 2020 è un insediamento diffuso e veloce, che dovrà comunque essere affiancato da difesa attiva e passiva.
“Oltre alla lotta biologica vanno avanti anche gli interventi di carattere chimico per limitare la presenza della cimice asiatica e gli investimenti sui sistemi di difesa come le reti anti cimice- continua Mammi. Un investimento di 9 milioni di euro sull’ultimo bando del Programma di sviluppo rurale che ha finanziato le reti, infatti, ha permesso di accogliere tutte le richieste pervenute. Infine, stiamo continuando a raccogliere le domande per riconoscere, entro settembre-ottobre 2020, gli indennizzi per coloro che hanno subito i danni della cimice asiatica nel corso del 2019”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
