L’assessore Cavazza si difende «Maggiore equità possibile»
«In marzo, approvando il bilancio preventivo, abbiamo deciso di non chiedere ai modenesi soldi in più per la nuova Imu, frutto della somma delle due imposizioni precedenti Imu e Tasi, confermando quindi lo stesso gettito complessivo dell’anno precedente. Ma alcune rimodulazioni erano necessarie, come abbiamo sempre spiegato, per compensare le scelte del governo su altre voci. Abbiamo cercato di farlo con la maggiore equità possibile».
L’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza spiega così le scelte che hanno determinato l’aumento di alcune aliquote nella definizione della nuova Imu. Aumenti che diventeranno operativi solo con la rata di conguaglio a fine anno, mentre per ora si paga la metà della cifra pagata nel 2019. Sul sito del Comune è consultabile la guida all’Imu 2020.
«Certe scelte di Roma non le abbiamo condivise – aggiunge Cavazza – e fino all’ultimo abbiano cercato di modificare l’impostazione che, per esempio, prevede lo “sconto” per gli immobili di lusso. Una decisione sbagliata. Inoltre, temo che si ridurrà ulteriormente l’autonomia di scelta dei Comuni su buona parte delle aliquote».
L’aumento più controverso è quello del 19 per cento sugli alloggi affittati a canone concordato, con l’aliquota aumentata da 0,64 a 0,76.
«È un aumento che consente comunque di mantenere l’imposta tra i valori più bassi in regione – spiega Cavazza – mentre sono diminuite le aliquote dei commerciali e dei produttivi. Insomma, per garantire il gettito bisognava trovare un nuovo equilibrio. L’Imu rappresenta per il Comune la principale fonte di entrata, parliamo di oltre 51 milioni di euro: si tratta di risorse essenziali per garantire ai modenesi l’accesso ai servizi comunali (dalla scuola al welfare) con tariffe ben al di sotto del valore di produzione. Mediamente le tariffe coprono il 41.7 del costo».
L’emergenza Covid-19, comunque, determinerà conseguenze anche sul bilancio comunale, con ipotesi di cali di entrate fino a 35 milioni di euro e, ovviamente, la necessità di risorse per rispondere a nuovi bisogni.
«Aver assicurato le entrate principali – aggiunge Cavazza – ci consente di contrastare l’emergenza garantendo la continuità di molti servizi (nonostante l’azzeramento delle entrate delle tariffe scolastiche), così come l’abbattimento della Tosap al 50 per cento e l’azzeramento per gli ampliamenti. Ora stiamo verificando la possibilità di intervenire anche sui canoni degli immobili comunali (sia per l’associazionismo sia per il commerciale) e stiamo premendo sul Governo per ottenere la possibilità di ridurre la Tari, con un ristorno per i Comuni. Per la ripartenza della città, però, rimangono fondamentali gli investimenti che possono garantire anche occupazione duratura. Le scelte fatte con il bilancio puntano proprio a sostenere l’impegno diretto del Comune negli interventi per la manutenzione e la rigenerazione della città». —
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