Sgp, Menani lancia accuse sulla gestione degli immobili
Il sindaco: «La giunta Pistoni non ha agito. Valori gonfiati, non ci sono offerte» L’amministratore Morselli ha attivato un piano per la riduzione dei costi interni
Molti i "je accuse" del sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani nella conferenza di alcuni giorni fa in cui è stato presentato l'esercizio 2019 di Sgp. La società in house che gestisce il patrimonio immobiliare e molti servizi del Comune ha chiuso l'ultimo bilancio con un passivo di 839.616 euro, su cui pesano le aste deserte per la vendita degli immobili, propedeutiche al risanamento di circa due milioni e mezzo di euro per chiudere la procedure di concordato. «Sgp è nata nel 2005 con il chiaro scopo di rompere il patto di stabilità - aveva detto il primo cittadino - ed è stata usata in modo improprio. Nel 2009 ci eravamo trovati con 54 dipendenti e 90 milioni di debito. Era stato creato un mostro che ha iniziato a divorare tutto e oggi sta divorando se stesso. Nel 2010, con dei professionisti qualificati, abbiamo cercato di capire se era il caso di dichiarare default o se ci fosse un modo per salvare la società: l'opzione ultima era mettere in piedi un concordato fallimentare con la condizione che in cinque anni venissero pagati i debiti dei fornitori e messa in sicurezza la società. Come giunta di centrodestra avevamo aperto la strada, poi il centrosinistra non ci è riuscito. Era stato messo in piedi un concordato chiedendo sacrifici ai fornitori ma non alle banche. Mi chiedo, per quale motivo? Se fosse stato fatto ci sarebbe stato un risparmio di 15 milioni». Critiche da Menani alla giunta Pistoni arrivano sulla gestione degli immobili da vendere per risanare il debito. «Perché non sono state fatte delle aste nei primi 3-4 anni di mandato della giunta precedente per allineare gli immobili al valore del mercato? - si chiede ancora Menani - C'erano degli immobili con valori gonfiati rispetto al reale valore di mercato e questo ha fatto sì che molte aste fatte in ultimi due anni avessero avuto esito negativo». Un aspetto su cui l'attuale amministrazione è critico sulla passata gestione di Sgp è stato quello della efficienza: «Nessuno si preoccupava un tempo di riscuotere i pagamenti che venivano effettuati», ha detto Menani, mentre l'amministratore unico di Sgp Claudio Morselli, subentrato lo scorso gennaio a Corrado Cavallini, ha fatto sapere di aver attivato un controllo di gestione su sette aree per monitorare meglio le attività di core business e di concordato. «Lavoriamo sulla riduzione dei costi occulti come quelli delle ore dei dipendenti - ha detto l'ad - ci sono tanti fogli e molto tempo persi nei passaggi tra Comune e Sgp, tali da far costare una delibera anche 800 euro». Al momento il centrosinistra è ancora in fase di riflessione prima di commentare. «La vicenda è articolata e complessa - spiega la consigliera di Azione, Giulia Pigoni - stiamo valutando se fare un intervento, nelle sedi istituzionali, insieme con i colleghi dell'opposizione». Anche il Pd si riserva di intervenire nelle prossime ore per replicare a sindaco e Morselli. È l’ennesima puntata di uno scontro senza fine.—
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google