Diario della Fase 3 a Modena / Spettinata
Ore 7.00 – I capelli come Mafalda
La sveglia suona presto per essere un sabato mattina: questa volta non è un impegno di
lavoro che mi aspetta, ma, dopo circa tre mesi, mi sono autoconvinta che i miei capelli non
potevano più resistere, avevano bisogno anche loro di ripartire!
E' vero, la genetica mi aveva aiutato donandomi solo qualche impercettibile filo bianco,
ma, guardandomi alla specchio, stamattina sembro proprio Mafalda mentre dice “Oggi
mordo!”.
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Varco la soglia del salone di bellezza: nessun contatto per salutarsi, simulo un invio di baci
dalla mia mascherina come unico segno di ritrovarsi dopo tanto tempo, subito
igienizzazione mani e borsa inserita in un sacchetto e portata via, seguo il percorso ed
arrivo alla poltrona, dove iniziano a prendersi cura dei miei capelli che gridano aiuto!
Ore 9.00 – Una mascherina per le mie emozioni
Mentre con una microcamera mi analizzano la cute, osservo il negozio ai tempi della
bestia: in una vetrina mille mascherine colorate, ad ogni postazione non solo lo specchio,
quello grande e implacabile, ma anche l'igienizzante, i guanti e tutto l'occorrente monouso
per la cura dei capelli di ogni cliente …
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Iniziamo a parlare del restyling della mia testa e ritrovo quella dimensione di cura di sé
persa per diversi mesi, dimenticando per un attimo la bestia: trattamenti, tagli, colori
affollano piacevolmente la mia testa …
E' l'ora del taglio: Donato indossa anche la visiera, i capelli iniziano a volare per terra e
dentro la mia mascherina …
Mai l'avrei immaginato, eppure la mascherina ormai accompagna, mio malgrado, tutte le
mie emozioni: la mascherina, filtro dei miei respiri, schermo dei miei sorrisi, barriera dei
miei sussurri … ed, ancora, la mascherina bagnata dalle mie lacrime, macchiata dal mio
trucco ed oggi invasa dai miei capelli volanti!
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Quando arriviamo ai colpi di sole, Donato definisce l'effetto da ottenere riferendosi al
“pozzo sacro”, che ricorda i giochi di luce ed ombre della Sardegna: parliamo di sogni
estivi, di luoghi, di bagni di mare e di sole, nonostante quello che abbiamo vissuto,
nonostante le limitazioni e le paure …
Ore 10.00 – Il coraggio di ricominciare
Mentre attorno a me continua il tourbillon continuo di igienizzazione di forbici, mani,
poltrone, lavandini, di percorsi alternati, di indicazioni urlate tra colleghi attraverso le
mascherine, Donato racconta di sè: racconta del periodo di lockdown e dell'uso creativo
dell'on – line, delle nottate passate sui Protocolli di sicurezza, della paura del domani ma
anche del coraggio di ricominciare, delle pause caffè e delle chiacchiere mancate per
evitare assembramenti, dell'abbraccio di sua figlia la sera, solo dopo “l'igienizzazione
completa”!
Mi volto e, seduta ad una delle poltrone, c'è una bella ragazza con un caschetto dorato,
che mi sembra Patsy Kensit! E mi ricorda la musica, lo spettacolo, la voglia di divertirsi ...
lo sussurro, per quanto possibile attraverso le reciproche mascherine, a Donato e ridiamo
insieme!
Ore 11.30 – Le cose belle della vita
In mezzo ad un popolo tutto femminile, arriva un ragazzo dotato di mascherina con
fantasia bianca e nera: nonostante i consigli di sua moglie, durante il lockdown, per
mantenere i capelli lunghi, anche lui, come me, ha deciso per il taglio!
Donato, dopo aver riempito la testa del ragazzo di forcine, indossa di nuovo la visiera e le
forbici si muovono come se danzassero ...
Nel frattempo la mia messa in piega è giunta al termine e sento la domanda finale
“Concludiamo con effetto spettinato?” , come risponderebbe Mafalda: “Certo, spettinata,
perché tutte le cose belle, veramente belle di questa vita, spettinano!”
MR
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