Fiamme in carrozzeria Incenerite otto vetture
Il rogo si è scatenato nel capannone della Sgr, azienda della famiglia Sgariglia Distrutta anche una limousine. Edificio sotto sequestro: si indaga sul dolo
CAMPOGALLIANO
Saranno gli accertamenti dei vigili del fuoco e le approfondite analisi dei carabinieri di Campogalliano e della Compagnia di Carpi a dover far luce sull’incendio che ha distrutto la carrozzeria Sgr di via Grandi. Le fiamme notturne hanno distrutto tutto ciò che era contenuto nel capannone in affitto, comprese otto vetture tra cui una limousine. Il danno non è stato ancora quantificato anche perché l’edificio è stato messo sotto sequestro su disposizione della procura, ma è ovviamente ingente ed è destinato a lievitare a centinaia di migliaia di euro quando sarà possibile ricostruire tutto quanto fosse stivato all’interno del capannone. Che la famiglia Sgariglia, proprietaria dell’attività artigianale, ha in affitto da tempo. E ieri mattina in via Grandi è arrivato anche il titolare dei muri, che non era stato avvertito nel corso della nottata. «Devo rendermi conto della situazione - ha detto - Avrei voluto essere informato, ma a questo punto è inutile recriminare. Vorrei capire però come ci si deve comportare in questi momenti perché la situazione va affrontata».
Chi la deve immediatamente affrontare è la Euro Inox, azienda specializzata in micropallinatura di acciaio inox e metalli non ferrosi con l'utilizzo di microsfere di vetro. L’attività è adiacente alla Sgr e condivide lo stesso capannone: il caldo e le fiamme hanno provocato diversi problemi ad un muro di separazione interno; un danno che non appare strutturale,ma sul quale sarà necessario fare alcune valutazioni preventive. Ieri mattina gli addetti della Euro Inox erano al lavoro, ma sono rimasti a lungo fuori dall’edificio.
Le indagini
L’allarme è scattato intorno all’1.40 ed è stata subito allertata la centrale operativa dei vigili del fuoco. In pochi minuti sono stati fatti convergere in via Grandi quattro mezzi dei pompieri con gli ultimi che hanno lavorato fino quasi all’alba per avere ragione delle ultime fiamme. Le quali non solo hanno devastato l’interno del capannone, ma hanno anche provocato l’annerimento di un edificio adiacente oltre all’esplosione delle finestre di vetro, scaraventate a decine di metri di distanza. Ma se il primo lavoro dei vigili del fuoco si è concluso poco dopo le 5, la seconda fase è scattata ieri mattina quando un responsabile della polizia giudiziaria dei pompieri ha effettuato un primo sopralluogo. Alla pari dei colleghi dovrà stilare una approfondita relazione sulla quale si baserà una parte dell’inchiesta aperta dai carabinieri. Una pattuglia è rimasta in via Grandi per tutta la notte mentre fin dalla mattinata sono iniziati i colloqui con i titolari dell’officina. La famiglia Sgariglia, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni mentre si trovava davanti al capannone bruciato, ha già fornito alcune indicazioni sulla drammatica nottata e si è messa a disposizione per collaborare all’inchiesta. Ha fornito anche un elenco delle vetture custodite all’interno: molte sono utilitarie ma oltre alla limousine era stata loro affidata anche una Lancia Delta. Una delle ipotesi al vaglio è il dolo, ma prima di sbilanciarsi servirà individuare riscontri. —
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