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Sanità post-covid in Emilia Romagna: riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera da 180 milioni

Sanità post-covid in Emilia Romagna: riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera da 180 milioni

Bonaccini e Donini: "Il nostro servizio sanitario pilastro della ripartenza, per dare risposte ai nuovi bisogni dei cittadini e affrontare eventuali ritorni dell'epidemia"

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BOLOGNA

Più posti letto in terapia intensiva. Riqualificazione delle aree semi-intensive, riorganizzazione e ristrutturazione dei Pronto soccorso - per rendere strutturale la separazione dei percorsi all’ingresso e garantire così la sicurezza di pazienti e personale - e potenziamento del trasporto inter-ospedaliero dei pazienti. Ma anche strutture mobili per rispondere a eventuali picchi temporanei di fabbisogno di posti letto e percorsi specifici per seguire i pazienti Covid in fase di guarigione clinica.

L’epidemia di Coronavirus ha segnato un vero e proprio spartiacque: molti aspetti all’interno del sistema sanitario, a partire dagli spazi e dai flussi dei pazienti, non potranno essere più come prima e vanno ripensati.

E la Regione è pronta a farlo, grazie al Piano di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera messo a punto, come previsto a livello nazionale, a meno di un mese di distanza dal Decreto legge numero 34 del 19 maggio 2020. Atto che prevede anche finanziamenti ad hoc per il raggiungimento di parametri dall’autunno, che l’Emilia-Romagna sta già centrando e per i quali ha già realizzato e definito gli interventi necessari. A disposizione per l’intero territorio regionale ci sono 183 milioni di euro, per riqualificare nel complesso l’offerta ospedaliera, rendendo così strutturale la risposta all’aumento della domanda di assistenza nelle successive fasi dell’emergenza Covid, ad un eventuale secondo picco epidemico e a fronteggiare ulteriori emergenze epidemiche.   

La somma messa a disposizione dallo Stato per la realizzazione del piano comprende: 33,3 milioni di euro per la terapia intensiva; 44,4 per le aree semi-intensive e i letti da riconvertire; 15 milioni per i Pronto soccorso; 2,3 milioni destinati al potenziamento del trasposto in ambulanza con personale specializzato, 88 milioni per il personale necessario ad affrontare l’emergenza in essere, una manovra che interessa circa 4mila persone.

“In nemmeno trenta giorni abbiamo definito un Piano di riorganizzazione straordinario che qualifica ulteriormente la nostra sanità- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nell’illustrare oggi in videoconferenza l’intervento alla stampa-. Fin da subito abbiamo detto che la ripartenza si doveva basare su alcuni pilastri, fra cui il sistema sanitario pubblico, e di fronte a uno stanziamento straordinario come questo, in Emilia-Romagna ci siamo messi nelle condizioni di partire immediatamente, senza perdere tempo, per tradurre in fatti concreti un investimento che dia risposte alle nuove sfide e ai nuovi bisogni che la pandemia ha fatto emergere. L’obiettivo non è solo quello di rendere strutturale l’assistenza nelle fasi successive dell’emergenza Coronavirus, ma anche di dare servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini, che cambiano nel tempo e soprattutto dopo eventi drammatici come questo. Con la rimodulazione dei posti letto negli ospedali, una nuova organizzazione e strutture realizzate ex novo come l’hub regionale e nazionale per la terapia intensiva, il nostro servizio sanitario sarà pronto ad affrontare eventuali recrudescenze dell’epidemia e al tempo stesso a garantire un’assistenza sempre più appropriata e sicura. Ancora una volta- concludono Bonaccini e Donini- proviamo a essere all’altezza delle nuove sfide, in particolare con la sanità dell’Emilia-Romagna”.

La terapia intensiva: +196 posti letto in Emilia-Romagna

Prima dell’epidemia di Coronavirus, il Servizio sanitario regionale contava su 449 posti letto di terapia intensiva, tra pubblici (371) e privati (78). Ora lo standard ministeriale prevede, per ciascuna Regione, un incremento strutturale pari a 0,14 posti letto per mille abitanti; per l’Emilia-Romagna si traduce in +192 posti letto di terapia intensiva - di cui 177 già realizzati, alcuni in corso di realizzazione e, solo in minima parte, in fase di progettazione - a cui se ne aggiungono ulteriori 4 da parte del Servizio sanitario regionale che, sommati ai 449 di partenza, portano a 645 le unità disponibili.

Tre i percorsi per raggiungere l’obiettivo: riconversione di posti letto dedicati ai pazienti Covid alle precedenti attività, apertura di nuovi posti letto (il progetto nazionale e regionale Covid Intensive Care), potenziamento complessivo della rete delle Terapie intensive.

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