Il ricordo degli amici di Medardo Malagoli «Sempre disponibile»
Un coro unanime dai vertici del Dopolavoro Ferroviario di cui era consigliere e dai colleghi della Lega Ciclismo Uisp
Saverio Cioce
«Era sempre allegro, disponibile con gli amici, pieno di buona volontà quando si trattava di dare una mano agli altri per le iniziative in comune con il Dopolavoro Ferrovieri. La sua scomparsa ci addolora molto». Sono queste le prime parole con cui Pierluigi Fancinelli, presidente della Lega Ciclismo Uisp, ricorda Medardo Malagoli, il pensionato modenese di 78 anni morto l’altroieri in un lago artificiale in Sardegna.
Assieme ad altri tre amici era andato a pesca, come faceva ormai da diversi anni nell’invaso di Coghinas, delimitato da una diga dove negli anni è cresciuta una numerosa popolazione di carpe e altri pesci. Il gruppo aveva programmato di passare tre settimane di vacanza. Di mattina a pesca e la sera in cucina, sempre insieme. Malagoli, noto parrucchiere per signore con salone in via Moreali, aveva appeso le forbici al chiodo nei primi anni Duemila e da allora pesca e bici erano le sue occupazioni preferite.
L’incidente è accaduto alle 13.30. Sul lago spirava un forte vento di maestrale quando la minuscola barca, più adatta a portare solo due persone con l’attrezzatura di pesca, si è capovolta all’improvviso. Malagoli non ce l’ha fatta a tornare a riva, distante poche decine di metri. Gli amici hanno provato a portarlo con loro ma nessuno ce l’ha fatta a salvarlo. Nè la barca, finita a picco sul fondo del lago, ha potuto funzionare come boa di salvataggio. Quando il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori e i medici del 118 hanno cercato di rianimarlo ormai non c’era più nulla da fare.
La notizia della sua scomparsa è arrivata alla sua compagna Ana che aspettava la sua telefonata. «Sentiremo la sua mancanza - dice l’amico Maurizio Ferrari - era sempre un vulcano di iniziative».
«È sempre stato in prima fila quando si è trattato di dare un mano per organizzare iniziative - racconta William Lodi, presidente del Dopolavoro Ferroviario - Per questo lo avevamo fatto consigliere. Non mancava mai a nessun appuntamento, sia per il tempo libero che per i raduni in bicicletta di domenica».
«Era una persona di compagnia, con la battuta sempre pronta - lo ricorda l’ex assessore allo Sport, Antonino Marino - Me lo ricordo durante le pedalate in bicicletta. Si allenava spesso e insieme un anno siamo arrivati sul Pordoi». —
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