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Modena guarda alla ripartenza della scuola «A settembre sarà difficile»

P.D.
Modena guarda alla ripartenza della scuola «A settembre sarà difficile»

All’Istituto Comprensivo 3 un evento ha portato la nostra città al centro dell’Europa con il confronto dei metodi adottati tra Finlandia, Germania, Regno Unito e Spagna 

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L’iniziativa

«All’IC3 crediamo in un modo di fare scuola diverso che includa l’esperienza, il digitale, le mani e il cuore». Sono queste le parole con cui il preside Daniele Barca ha introdotto un evento speciale on line che conclude, dopo due anni di lavoro, un progetto dal titolo Erasmus Plus Ka 101 “Talent lab”. E aggiunge: «È un sogno che si è compiuto. Ci abbiamo creduto, non è stato solo salire su un volo e sfruttare un’occasione, è stato qualcosa di più prezioso: portiamone i frutti fuori e dentro di noi».

Ed è stato un evento dallo spirito europeo a tutti gli effetti quello promosso dall’IC3, dove, oltre alla presenza del preside Barca e di alcuni insegnanti dell’istituto erano collegati anche i dirigenti delle scuole della Finlandia, Germania, Regno Unito e Spagna che hanno partecipato al progetto e che, se non ci fosse stato il Covid, sarebbero stati ospiti dell’innovativo Spazio Leo delle scuole Mattarella.

«Tutto è iniziato nel giugno 2018 e ora siamo arrivati alle battute finali – spiega la professoressa Marzia Tollari, coordinatrice dell’iniziativa – il progetto prevedeva la mobilità di 19 insegnanti del nostro istituto, suddivisi in gruppi, in diverse scuole europee nelle città di Outukummukoulu in Finlandia, Cuéllar in Spagna, Northampton in Inghilterra e Alemannenschule nel sud della Germania. L'esperienza è andata benissimo».

La discussione dell’evento finale on line, che si è svolto sulla piattaforma meet, non ha potuto esimersi dall'affrontare il tema della ripartenza della scuola, tasto assai complicato e dolente di questi tempi anche in Europa. E se in Finlandia la dirigente Minna Lemmetyinen ha raccontato di lezioni all'aperto, ricche di esperienze pratiche e laboratoriali, Concha Ramos, dalla Spagna, si auspica che si possa ritornare in presenza al più presto visto che, lavorando in una regione al confine con il Portogallo, i suoi alunni sono perlopiù figli di famiglie nomadi per i quali la didattica a distanza è stata praticamente impossibile e l’unico mezzo per non perdere il contatto con gli loro è stato quello di recarsi personalmente presso le singole abitazioni per consegnare e ritirare il materiale didattico. Sebbene la situazione in Germania sia stata diversa (ogni bambino è stato dotato di device e messo nelle condizioni di seguire al meglio), il dirigente Stefan Ruppaner è fermo nell’affermare che la scuola è prima di tutto “relazione”. Anche il preside Barca ha espresso il suo pensiero per ripartire: «Le innovazioni ce le porteremo dietro come valore. A settembre, una volta apprese ed applicate le regole che verranno proposte dal ministero, cosa che non sarà assolutamente facile, la prima cosa da fare con i nostri alunni sarà quella di lavorare per ripristinare quei rapporti umano- relazionali andati persi in questi mesi, in favore di una ritrovata, ma nuova socialità». —

P.D.

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