Modena. Prima l’igienizzante, poi lo spumante Ecco la maturità 2020
Il debutto dell’esame tra mascherine e ingressi contingentati va via liscio Insegnanti e studenti sono d’accordo: «Non è stato semplice adattarsi»
MODENA Dall’igienizzante allo… spumante. La maturità 2020 si rivela «più facile del previsto» per gli studenti modenesi. In 6.179 sono chiamati in questi giorni ad affrontare una prova più rivoluzionata del solito. L’anno scorso, la busta per l’orale era vista con diffidenza. Quest’anno, la pandemia ha fatto maturare una prova «strana, ma bella».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.38981693:Video:https://video.gazzettadimodena.gelocal.it/dossier/coronavirus-l-emergenza-a-modena/modena-la-strana-maturita-covid-ma-i-ragazzi-fanno-festa/131693/132321]]
Strano tornare a scuola dopo mesi. Strano trovare una bottiglia d‘igienizzante e un modulo di autocertificazione come segni di benvenuto. Frecce sul pavimento e bande biancorosse delimitano il percorso per le classi. Vi si può accedere massimo due alla volta: il diplomando e un accompagnatore. Lo studio a casa non prepara allo scenario seguente. La commissione è disposta su tre lati delle stanze. Ogni professore siede al banco con il computer davanti. Il diplomato si guarda intorno. Indossa i guanti. Si mette al pc e inizia a esporre. «Quando ho visto che c’erano tutti i professori intorno a me mi è venuto un attacco di panico», ammette Silvia Maragno, diplomata di quinta G linguistico del liceo Muratori-San Carlo. Il pensiero dura un attimo. «Quando uno entra è molto più semplice - prosegue la giovane - perché inizi a parlare e ti trovi a tuo agio. I professori hanno contribuito assolutamente».
Si inizia con un elaborato da casa dell'esaminando. Dalle discipline d’indirizzo si passa all'analisi del testo. La commissione è guidata da un docente esterno, ma i professori sono tutti interni.
Gli esaminatori scelgono un tema e fanno partire la caccia al… link. Non è l’eroe di un videogioco, ma il collegamento interdisciplinare legato al tema. «A me è stato assegnato il tema dell’esilio», spiega la giovane. Costruita la rete d’idee, ecco i percorsi per le competenze traversali e l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro). Infine, le domande sulla cittadinanza e sulla Costituzione. «È stato difficilissimo prepararmi - aggiunge la studentessa - perché di solito esco molto. Non avere un momento di svago ha reso lo studio molto difficile, ci mettevo molto più tempo». Difficoltà condivise dagli insegnanti. «Anche per noi non è stato semplice», riconosce Alberto Cantini. Docente di storia e filosofia al Muratori San-Carlo, Cantini ha elaborato in squadra la didattica a distanza nell’istituto. «La didattica a distanza ha dato tante opportunità - aggiunge il professore - ma in realtà ci ha privato di molti altri aspetti. Nell’attività didattica il contatto con gli studenti, ma anche con i colleghi è fondamentale».
Per quanto «raffinati» siano gli strumenti tecnologici, in presenza si comunica «molto meglio e molto di più». Diversi docenti erano perplessi di tornare per la maturità, ma «tutti hanno dato il loro impegno». L’esame è stato «serio» per il professore, pur senza momenti di «euforia collettiva».
«Non sono aperte le discoteche o ci sarei assolutamente andata - rivela Maragno, prossima a continuare gli studi in Olanda - quindi dovrò accontentarmi dei bar in centro». Al Polo Leonardo Mariachiara Pallotta raduna gli amici in cerchio prima di stappare una bottiglia che sa di liberazione. «Andate sereni, è facile», il consiglio rivolto dalla diplomata di quinta T del Selmi biologico a chi dovrà fare l’esame dopo. Merito dei professori che «ti aiutano un sacco e ti mettono molto a tuo agio». Il tempo passa velocemente e l’ultima domanda è accolta da un «wow, non me l’aspettavo», come riconosce Pallotta, aspirante camice bianco. Dal Barozzi Alessandro Torri ammette che «prepararsi alla fine non è stato difficile: avevamo molto tempo libero a casa per studiare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

