Una mostra all’aperto sulle impalcature della ricostruzione
Gli artisti decoreranno le installazioni sui palazzi inagibili L’assessore Marchi: «Ridiamo vita sulle orme dei Pico»
mirandola
Immaginatevi un Andy Warhol sulla facciata del vecchio municipio o magari un’opera di Bansky all’ingresso di via Volturno. E se ci fosse un gigantesco Jeff Koons in piazza Costituente? Mirandola si propone un ambizioso progetto: la realizzazione di una galleria d’arte a cielo aperto. Come sfondi ci saranno anche le impalcature della ricostruzione, blocchi monolitici che strozzano il centro e ne segnano la lenta rinascita. Ma il valore del bello e dell’arte scendono in campo per tentare una nuova strada: dare vita attraverso la fantasia di artisti nazionali e internazionali, capaci di portare le loro qualità contemporanee nella Bassa.
«Il progetto - spiega l’assessore Marina Marchi, che ha creduto molto nel piano, capace di attirare anche l’interesse della Regione attraverso un finanziamento di 30mila euro - che si terrà nel periodo compreso tra settembre e novembre, ha l’obiettivo di raccontare, attraverso opere d’arte contemporanea, l’identità di questa città, fortemente lesionata dal sisma nel 2012, prendendo spunto dalla figura di Giovanni Pico della Mirandola e dalla sua storia cittadina. Il percorso espositivo che si intende realizzare individua il centro storico di Mirandola quale cantiere di esplorazioni e di creazioni artistiche astratte, in grado di trasmettere la visibilità degli edifici e dei monumenti esistenti, grazie all’opera e all’abilità di artisti di fama nazionale ed internazionale. Si verrà così a creare un’inedita rilettura del paesaggio urbano attraverso un’opera di interventi artistici contemporanei».
«L’obiettivo - aggiunge l’assessore Marchi - è quello di coinvolgere l’intera città, dedicando spazi a dialoghi e dibattiti con gli artisti, sulla percezione del paesaggio e dei diversi linguaggi artistici e sviluppando progetti con le scuole del territorio».
Un catalogo delle varie opere descriverà le installazioni nelle loro diverse forme artistiche e ne illustrerà la capacità e la forza espressiva capace di modificare il profilo della città mirandolese. Per coordinare i vari artisti sarà nominato un consulente e nel progetto si fa anche menzione di strumenti di interazione tecnologici a partire da Qr Code, capace di mettere in immediata connessione l’opera con il visitatore e il suo smartphone. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
