«Una notte in bianco ma è fatta»
«Una notte in bianco, ma è fatta». Anton Grigorita non si scompone dopo la maturità 2020. «È andata abbastanza bene - racconta l’ex studente di quinta C informatica dell’istituto Corni - e non è stata neanche tanto difficile». Per Grigorita i cinque punti della prova orale hanno rappresentato una struttura «molto particolare, ma che ha funzionato». I professori erano «distanti» nel senso fisico del termine, ma vicini agli esaminandi nell’esposizione. La parte più difficile è stata così «scoprire il 2 giugno che dovevamo fare anche una prova scritta, da presentare all’orale».
Il giovane riconosce però che tutto il processo «non è stato complicato». Il desiderio per il futuro è di «lavorare per un anno, poi andare all’università e vedere come andrà avanti la mia vita».
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