Gazzetta di Modena

Modena

Consiglio alla Fase 3 In un mese bilancio, piano della mobilità e futuro urbanistico

Luca Gardinale
Consiglio alla Fase 3 In un mese bilancio, piano della mobilità e futuro urbanistico

Il presidente Fabio Poggi racconta un anno pieno di difficoltà «Resteremo in San Carlo fino a fine luglio, poi vedremo...» 

4 MINUTI DI LETTURA







Che la “casa” non sarebbe sempre stata la stessa lo aveva detto fin dall’inizio, promettendo di portare l’Assemblea anche in altre aree della città. Di lì a pensare che i Consiglio si sarebbe spostato in San Carlo, e soprattutto il motivo - la necessità di garantire il distanziamento per l’emergenza Coronaviurs - la strada è lunga. Se qualche giorno fa il Consiglio comunale di Modena ha festeggiato un anno dall’insediamento, a raccontare questi difficili mesi è Fabio Poggi, presidente del “parlamentino” di piazza Grande.

Poggi, come ha vissuto questo anno difficile? Il Consiglio resterà a lungo in San Carlo?

«Sembra abbastanza incredibile che sia già passato un anno dal nostro insediamento, e l’emergenza ha inciso anche sulla nostra attività istituzionale, prorogando la fase dedicata a definire i giusti strumenti per permettere al Consiglio di svolgere le proprie funzioni. Nel primo anno abbiamo lavorato per dotare il Consiglio e i consiglieri di strumenti per garantire il confronto democratico e l’efficacia del nostro lavoro; garanzia che negli ultimi mesi è passata anche attraverso l’esigenza di essere in assoluta sicurezza sia per consiglieri che per gli operatori. Se nella prima fase l’obiettivo è stato quello di comprendere le esigenze dei consiglieri e “oliare” il rapporto tra Consiglio e giunta, da marzo la vera sfida è stata la sicurezza in un contesto prima sconosciuto. Per quanto riguarda la sede, speriamo ci siano presto le condizioni per rientrare con regolarità in Municipio, e comunque vorrei approfittarne per ringraziare la Fondazione San Carlo, con la quale siamo “in parola” fino alla fine di luglio. Un’ospitalità autentica, perché la Fondazione ci chiede i soli costi vivi, circa trecento euro a seduta, ai quali in ogni caso dovremmo far fronte anche se fossimo nella nostra sala istituzionale. Un bell’esempio di collaborazione che ha consentito a un numero maggiore di consiglieri di partecipare ai lavori in presenza: le tecnologie sono utili, ma che spesso risultano “fredde” e rendono meno agevole e proficuo il confronto. Del resto, è importante sottolineare come l’emergenza ci abbia sì rallentati, ma senza mai fermarci nel nostro ruolo a sostegno del lavoro della giunta».

A breve si insedierà la commissione speciale voluta dal Consiglio per il post-emergenza. Quali aspettative a proposito?

«L’amministrazione dovrà prendere decisioni significative e rapide su molti aspetti, spesso con il massimo grado di innovazione. E’ importante che il Consiglio abbia uno strumento per rafforzare e accompagnare questo percorso. Non tocca a me porre obiettivi specifici alla commissione, ma mi auguro che continui il clima di condivisione che ne ha accompagnato l’istituzione all’unanimità. Con la cabina di regia che andremo a formare, con capigruppo e presidenti delle altre commissioni, valuteremo come organizzare al meglio i lavori. Personalmente, in queste settimane ho però un “cruccio” molto particolare».

Quale?

«C’è una fascia di età, quella dei preadolescenti, ai quali nessuno sta offrendo proposte e risposte. Proprio a loro, che sono quelli pieni di domande, che hanno vissuto il lockdown nei mesi della loro esplosione sociale, che hanno bisogno di capire cosa significa avere la responsabilità di rispettare delle regole e al tempo stesso di costruirsi una propria autonomia. Insomma, dei giovanissimi ci siamo accorti solo quando li abbiamo trovati assembrati a decine o centinaia appena si sono riaperte le porte: davvero bisognerebbe saper offrire loro opportunità di responsabilità e autonomia al tempo stesso».

Veniamo al futuro e ai temi del Consiglio: a breve in aula arriverà il Pums, un piano oggi ancora più importante alla luce dell’impatto dell’emergenza Covid su tutti gli aspetti della vita sociale, a partire dai trasporti e dalla mobilità cittadina.

«Quelle che abbiamo davanti sono settimane e sedute davvero intense e importanti. Da qui a fine luglio affronteremo non solo il Pums, ma anche il Pug (il Piano urbanistico generale), il piano per Modena digitale e la quarta variazione di bilancio, quella che di fatto ci farà fare i conti, nel vero senso della parola, con gli effetti dell’emergenza Covid. Giovedì prossimo dedicheremo la seduta al Piano urbanistico generale, avviando il percorso formale: non sarebbe stato un passaggio dovuto in questa fase, ma ritengo significativo che il Consiglio segua da protagonista tutto il percorso che arriverà a delineare la città del futuro. Ho poi proposto agli assessori la stessa modalità anche per il Pums e il piano per Modena digitale, che dovrebbero arrivare in aula nella prima metà di luglio. Urbanistica, mobilità sostenibile, sviluppo “smart”: tre direttrici che in realtà si intersecano per portare Modena nel futuro». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google