«Cresce la digitalizzazione ma non per la burocrazia»
Da un’indagine realizzata dall’Ufficio Studi di Lapam emerge che, per fare fronte alle necessità scaturite a seguito della diffusione della pandemia, si osserva in questo periodo un incremento della platea di Pmi attive sul canale e-commerce. La quota si attesta intorno all’11%, con un tasso di attivazione del 30% e un tasso di sviluppo potenziale del 56%.
E a proposito di digitalizzazione, Lapam osserva come la burocrazia non stia tenendo il passo con questi processi smart, almeno non tutta. È evidente che tempi rapidi e norme semplici e di facile attuazione aiuterebbero le imprese e i lavoratori in questo difficile momento e la burocrazia oggi sposta le risorse delle micro e piccole imprese su processi che non creano ma distruggono valore. La digitalizzazione di molte procedure della pubblica amministrazione permetterebbe di snellire la burocrazia e accorciare i tempi. A oggi in Emilia-Romagna solo per il 62% i Comuni permettono di svolgere almeno un servizio totalmente on line (dall'avvio alla conclusione), per contro ciò significa che più di un Comune su tre non offre questa possibilità.
L’indagine di Lapam evidenzia anche come durante la pandemia una piccola impresa su tre (il 32,2%) abbia riorganizzato tutta o una parte dell’attività in modalità smart working. Tra queste un quarto (il 23,2% del totale) ha ampliato soluzioni già esistenti e testate, mentre oltre i tre quarti (il 76,8%) ha implementato soluzioni temporanee a seguito dell’emergenza. Un terzo delle imprese più piccole ha trovato nel lavoro agile una soluzione per proseguire l’attività. Tra le Pmi che non hanno adottato procedure di smart working (poco più dei due terzi del totale) la maggioranza, il 92,6%, ritiene che questo strumento non sia compatibile con le attività che svolgono. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google