A tre anni “scappa” e va a spasso in piena notte
Bambino esce di casa mentre i genitori dormono ed è salvato dai carabinieri. Aveva camminato per un chilometro
SAN FELICE
Cioccolato, Pokemon e super poteri. Sono queste le passioni di Leo, nome di fantasia che gli è stato dato dai carabinieri di San Felice. Il bambino italiano che ha appena tre anni e che nella notte tra giovedì e ieri l’ha combinata davvero grossa. Lo spavento è stato tanto, ma la storia è di quelle che finiscono bene e anche per questo vale la pena raccontarla. Cosa succede quindi, quello che segue è tutto un programma. Succede che il nostro Leo, il nome fittizio è ormai sdoganato, pensa bene di farsi una passeggiata solitaria per il paese a notte fonda. A tre anni alle tre del mattino in giro lungo le vie di San Felice. Lo scenario è davvero pericoloso. Lo trova, per caso, una donna che sta transitando nei pressi di una ciclabile e che avverte immediatamente i militari dell’Arma. Scattano dunque le operazioni di soccorso per il bambino che è ovviamente in pigiama oltre che visibilmente spaesato. Così mentre Leo viene portato in caserma da una macchina di servizio, i carabinieri si mettono a cercare l’abitazione da dove il bambino si è allontanato. La trovano poco dopo e con grande sorpresa scoprono che si trova addirittura ad un chilometro di distanza dal luogo del ritrovamento. Un tragitto lungo che il bambino ha percorso nel buoi della notte e in perfetta solitudine. Il cancello dell’abitazione è ancora aperto, stessa cosa la porta di casa che il nostro Leo ha spalancato. Come? L’ingenio lo ha spinto a procurarsi una sedia e a posizionarla in modo da raggiungere la maniglia. Quasi un gioco che gli ha permesso di trovarsi in giardino e poi in strada. I genitori, che non si sono accorti del “giro notturno”, dormono e sono svegliati dai carabinieri.
E il baby sanfeliciano? Bello come il sole in caserma, tranquillizzato dai militari che ormai sono entrati in confidenza. Lì fa sfoggio delle sue passioni principali: mangia due merendine rigorosamente al cioccolato e inizia una lunga disquisizione. Materie principali? Beh, Pokemon e super poteri di conosciutissimi supereroi. Sopra il pigiamino ora indossa un maglione dell’Arma, utile per smorzare il freddo accumulato nel lungo chilometro percorso a piedi. Poco dopo il ritorno a casa e l’abbraccio, condito da qualche lacrima, con mamma e papà. Un bel finale al quale, nella mattinata di ieri, si è andato ad aggiungere un ultimissimo atto. Il bambino, infatti, ha voluto incontrare quelli che ormai chiama “angioletti” per consegnare loro una foto incorniciata e un biglietto. Sul foglietto regalato ai carabinieri, il papà sotto dettatura del figlio ha scritto: “Grazie per quello che avete fatto, siete speciali. Grazie. Da…”. Un omaggio che è stato abbellito da un grande cuore tratteggiato a penna rossa.
La storia, la bella storia, ha attirato l’attenzione di tutto il paese e non solo. Compresa quella di Michele Goldoni che di San Felice è il sindaco: «Vorrei ringraziare a nome mio personale e di tutta la collettività, i carabinieri della nostra stazione. Il loro intervento tempestivo ed efficace ha evitato guai ben peggiori. Le donne e gli uomini delle forze dell’ordine sono sempre in prima linea in difesa dei cittadini, come hanno di recente dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, nello straordinario lavoro effettuato nei giorni più bui della pandemia. A loro vanno quindi la nostra vicinanza e la nostra gratitudine, sapendo che possiamo sempre contare sul loro impegno e sulla loro dedizione, e che costituiscono un prezioso punto di riferimento per tutta la nostra comunità». —
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