Coop Alleanza 3.0: Filcams Cgil lamenta tensioni con lavoratori ma non c’è conferma
Il sindacato parla di problemi con capi-reparto nell’area di Modena, l’azienda smentisce
accuse generiche
Il sindacato Filcams Cgil Modena ha diffuso ieri una nota su presunti atteggiamenti vessatori di capi-reparto e direttori nei confronti di lavoratori di Coop Alleanza 3.0. L’azienda ha replicato evidenziando la genericità di accuse non circostanziate, sottolineando la propria disponibilità al confronto.
«Sono ormai mesi - dice Filcams Cgil Modena - che negli uffici del sindacato si accolgono lavoratrici e lavoratori che denunciano forti tensioni all’interno dei punti vendita di Coop Alleanza 3.0 di Modena e provincia. Ora una ripresa delle segnalazioni rispetto ad atteggiamenti che i lavoratori subirebbero all’interno dei punti vendita da parte dei preposti (capi-reparto e direttori) di Coop Alleanza 3.0. È una situazione che in molti casi non abbiamo esitato a definire vessatoria nell’ultimo incontro con l’azienda».
Il colosso cooperativo ha risposto affermando che «Coop Alleanza 3.0 è aperta al dialogo e al confronto ed è sempre intervenuta con prontezza davanti ai casi comprovati segnalati dall’organizzazione sindacale modenese. Non sono accettabili le dichiarazioni espresse in modo generico e poco circostanziato, diffuse da Filcams Cgil di Modena. Il rispetto e il sostegno dei lavoratori è uno dei tratti distintivi di Coop Alleanza 3.0 che può annoverare un contratto integrativo e un servizio di welfare aziendale “Piùperte” tra i più avanzati. Il welfare aziendale promuove iniziative in diversi campi come la mobilità sostenibile e la tutela della salute come nel caso dell’iniziativa “In bici alla Coop”; alle esigenze delle famiglie con i rimborsi sulle iscrizioni dei figli ai centri estivi; fino al rimborso sugli abbonamenti dei mezzi di trasporto pubblico. Tra gli interventi - aggiunge la Coop - ricordiamo oltre che le misure attuate per permettere ai lavoratori coinvolti in prima linea di svolgere le attività in un ambiente il più possibile sicuro e sereno (come ad esempio la distribuzione di mascherine e il montaggio di plexiglass protettivi) anche misure di sostegno a loro dedicate. Tra queste l’erogazione di buoni spesa fino a 200 euro; il sostegno ai lavoratori che assistono i figli minori di 14 anni, o si trovano in condizione di quarantena a cui la Coop ha partecipato con un contributo di 5.000 ore; forme di supporto psicologico e l’ aggiunta alla polizza sanitaria di una ulteriore garanzia di rimborso». —
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