Goldoni e Palazzi: «Un errore la Mirandola exit dall’Unione»
«Il Pd ha una scarsa memoria Da tempo abbiamo espresso i nostri dubbi su questo passo ma occorre cambiare la formula attuale»
Il Centrosinistra di San Felice e Finale aveva chiesto ai sindaci delle due cittadine, entrambe a maggioranza di centrodestra di esporsi e convincere la giunta di Mirandola di non uscire dall’Unione Comuni Area Nord. La replica dei due sindaci non si è fatta attendere.
«Forse gli esponenti del Pd Nicolò Guicciardi e Andrea Ratti hanno qualche problema di memoria - interviene Michele Goldoni, primocittadino di San Felice- Ricordo loro che sono intervenuto pubblicamente già lo scorso 10 giugno per invitare gli amici di Mirandola a ripensare la loro uscita dall’Unione. Ribadisco che in un momento di difficoltà come l’attuale, quando c’è ancora più bisogno di fare “massa critica” nelle sedi che contano, l’Area Nord non può presentarsi divisa, indebolendosi. Voglio anche ricordare che è partita propria da San Felice la mozione votata non all’unanimità e approvata nel Consiglio dell’Unione dello scorso 8 giugno, nella quale si proponeva una sostanziale riqualificazione dell’Unione e che poteva essere una base su cui far convergere tutto il Consiglio per avviare una seria e serena riflessione sul futuro dell’Ente.Ebbene questo ordine del giorno non è stato votato dal Pd che ha preferito arroccarsi su alcuni distinguo a mio avviso superabili». Sulla stessa linea Sandro Palazzi, sindaco di Finale: «Mi sono espresso molto chiaramente su questo argomento. Dai primi segnali di avvertimento della possibile uscita di Mirandola dall’Unione, ho invitato gli attuali amministratori a ponderare e verificare la opportunità di lasciare l’Ucman, consigliandoli se non altro di riservarsi almeno un altro anno di tempo prima di arrivare a prendere decisioni definitive anche in relazione alle difficoltà che stiamo vivendo in questo periodo di emergenza.... Personalmente se avessi ricoperto la carica di sindaco 17 anni fa, non avrei mai chiesto di poterne farne parte, perché sono convinto, che la cooperazione tra i Comuni possa avvenire anche e soprattutto con le convenzioni che consentono di mantenere da parte dei Comuni la loro autonomia politico/amministrativa». —
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