«Negozi sigillati? Sarà difficile»
«Le porte chiuse con i condizionatori accesi non vanno: troppo via vai e ci vuole il ricambio d’aria»
Missione (quasi) impossibile. I commercianti del centro nutrono più di un dubbio sull’equazione “condizionatori (o riscaldamenti) accesi uguale porte chiuse”. «Tecnicamente è giusto perché anche a casa se accendiamo il condizionatore teniamo le porte chiuse - concede Tamara Castagnini, titolare de Il ragno di Tamara - ma nel negozio è tutta un’altra storia». I motivi elencati sono diversi, dall’assenza di ricambio al «problema del Covid». Un dettaglio non da poco, sottolineato da diversi esercenti. «Il discorso potrebbe essere stato giusto fino a marzo - interviene Anna Rossetti dal negozio Geox -. Dal momento dell’emergenza Covid, se abbiamo la porta aperta è un segnale di sicurezza per noi che lavoriamo all’interno del negozio e anche per i nostri clienti. Aiuta a un controllo maggiore sul contagio». Per l’ottico Francesca Pavia del negozio Fielmann «l’emergenza sanitaria è l’aspetto principale da valutare». La priorità resta dunque «fare in modo che io, la mia famiglia, i collaboratori, i clienti possano garantire una situazione confortevole a livello sanitario». Una garanzia che per Pavia vale «indipendentemente dal lavoro che facciamo». Il tema è tornato di attualità l’altro ieri in Consiglio comunale. Rispondendo a un’interrogazione di Andrea Giordani (Movimento 5 Stelle), l’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi ha presentato una campagna di sensibilizzazione ambientale che poggia su due pilastri. Il primo è spegnere il motore dell’auto in sosta, il secondo è tenere chiuse le porte dei negozi quando sono attivi impianti di aerazione (riscaldamento o aria condizionata). L’ordinanza (numero di protocollo 313186) è siglata dall’assessore Filippi. È datata 23 ottobre 2019 e resterà in vigore per tutto il 2020. Esiste la possibilità «di rendere strutturale (la disposizione) attraverso l’inserimento nel regolamento di polizia urbana del Comune». Le sanzioni sono già partite dalla data dell’ordinanza (immediatamente esecutiva). Sette i negozianti multati per il mancato rispetto delle norme. Nello specifico, si possono tenere le porte aperte con gli impianti accesi soltanto in due casi: da una parte il «tempo necessario all’entrata e all’uscita» dei clienti, dall’altra le «operazioni funzionali all’esercizio (carico/scarico merci e simili)». «Terrò accese le pale perché voglio tenere la porta aperta», riprende Castagnini. L’esercente ritiene «quasi impossibile avere la porta chiusa con il condizionatore acceso». Un po’ per «il viavai continuo», un po’ per «l’idea di un respiro diverso». Rossetti ribadisce che «finché c’è l’emergenza (Covid) è giusto tenere porta aperta». Soltanto dopo, riposte le mascherine, «pensiamo a quello che può essere il risparmio energetico». «Cercheremo di adattarci sulla base delle esigenze anche dei clienti - anticipa Pavia, riferendosi alla pandemia - sempre con l’obiettivo di evitare ci possa essere un secondo ritorno». Vi sono voci discordanti. Le sorelle Angela e Maria Pia Vaccari sono «favorevolissime al 100%» all’ordinanza. Per loro è «assurdo tenere la porta aperta con il condizionatore acceso». —
G.F.
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