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Atc Modena 2: i cacciatori minacciano un’azione legale

Daniele Montanari
Atc Modena 2: i cacciatori minacciano un’azione legale

Serra e Prignano vogliono inserire due nuove squadre per quella al cinghiale «Paghiamo le quote come tutti gli altri». Assegnazioni ingessate da anni

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Vento di tempesta tra i cacciatori dell'Atc Modena 2 (il più grande della provincia) dopo il tumultuoso Consiglio direttivo di giovedì sera che doveva decidere se ammettere nuove squadre di caccia al cinghiale. Da Serra e Prignano era stata avanzata la richiesta di inserirne due, una per comune, specializzate nella tecnica della “girata” che vede un gruppo (minimo 10 persone) alla ricerca della preda seguendo il fiuto di un solo cane, senza circondare le zone. Attualmente sia il territorio di Serra che quello di Prignano sono assegnati ciascuno a una grande squadra da "braccata" (minimo 40 componenti) che con l'ausilio di molti cani (fino a 12) perimetra l'area costringendo il cinghiale ad andare in una direzione. La richiesta era dunque quella di rompere i due “monopoli” nell'elenco squadre da presentare ora in Regione. Ma al termine di una votazione dove non sono mancati colpi di scena, le due istanze sono state respinte, in un clima molto su di giri. «Non riesco a capire perché un territorio della vastità di quello di Serra debba essere concesso solo ad alcune persone – sottolinea Michael Tebaldi – e non se ne possa ritagliare una porzione per un piccolo gruppo di cacciatori (in maggior parte residenti, a differenza dell'altra squadra) che praticano una caccia diversa. Ci sono pure comuni con più squadre, e noi paghiamo le nostre quote come tutti gli altri. Siamo molto amareggiati e pensiamo al ricorso: già nel 2016 il difensore civico accolse l'istanza di ammissione di una squadra che era stata negata dall'Atc Mo2». «Negli 80 km quadrati di Prignano non c'è spazio per noi? Ma stiamo scherzando?» tuonano dall'altra squadra di girata. «Con la nuova dirigenza in Atc Mo2 non è cambiato niente nella disparità di trattamento: un intero territorio viene riservato solo ad alcune persone che, per inciso, a dicembre sono uscite quattro volte in un mese. Come si fa a dire che non c'è spazio per altri? Per star sicuri che non ci vengano assegnate neanche zone “di recupero” nei prossimi mesi, non ci hanno ammesso la squadra, pur presentata entro i tempi. Ci dicono che potremmo aggregarci alla braccata, ma non ci va di stare in paradiso a dispetto dei santi: siamo già in contatto con un ottimo legale». «Le assegnazioni di territorio sono ingessate dai tempi del presidente Pasini – osserva da cacciatrice la consigliera provinciale Simona Magnani – è ora di ripensare aree e organizzazione in nome di un'equa gestione che conceda pari opportunità a tutti i soci dell'Atc, con una copertura omogenea del territorio per raggiungere gli obiettivi di contenimento della specie». «Ho incontrato più volte i responsabili delle squadre di braccata e di girata ma non sono riuscito a metterli d'accordo – spiega il presidente dell'Atc Mo2 Romano Canovi – eppure ritengo tuttora che la soluzione sia inserire i gruppi di girata all'interno di quelli di braccata. Per fare nuove squadre ci vuole un territorio da assegnare e non c'è. Le attuali squadre di braccata di Serra e Prignano hanno fatto in questi anni, numeri alla mano, un ottimo lavoro di contenimento del cinghiale, che è quello che ci chiede il mondo agricolo. Con che motivazione andiamo a dirgli oggi: vi togliamo del territorio per darlo ad altri? Anche Savignano voleva partire con una nuova squadra ma poi è rientrato, e io dico: ragioniamone ancora con Serra e Prignano perché, a mio modo di vedere, un accordo imperfetto è sempre meglio di una lite giudiziaria». —

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