Gazzetta di Modena

Modena

castelfranco, osteria del tortellino 

«Via i tavoli sino a fine luglio Noi bloccati per 5 spettacoli»

Saverio Cioce

La titolare Rossella Monari «Niente contro le iniziative  del Comune in piazza,  ma siamo danneggiati. Temperature non ottimali»

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CASTELFRANCO

«Ci hanno mandato una mail a metà pomeriggio intimandoci di sgombrare tutto nel giro di sette ore, entro mezzanotte. In caso contrario ci avrebbero pensato loro. E la mattina successiva hanno messo in pratica quello che avevano detto».

Rossella Monari, storica titolare dell’Osteria Tortellino d’Oro, non ce la fa proprio a digerire il trasloco indigesto.

Dalla sera alla mattina si è ritrovata senza dehor davanti al locale che gestisce in piazza e punta il dito contro quella che definisce una mancanza di sensibilità di sindaco e assessore al commercio.

«Premetto - dice - che non sono affatto contraria all’operazione voluta dal Comune per fare iniziative e spettacoli tutte le domeniche sino a luglio, di sera. Un segnale importante per il dopo Covid per tutto il paese. Ma quando ci hanno comunicato quello che volevano fare, ovvero di sistemare dei cubi in cemento in piazza, distanziati, in modo da garantire igiene e pulibilità dei sedili, noi abbiamo fatto una proposta alternativa».

Com’è andata a finire si è visto e Rossella Monari lamenta le difficoltà di gestire tavoli e commensali in piazza a 25 metri dal ristorante.

«Avevamo proposto al Comune - continua con foga - di spostare e rimettere noi a posto i tre cubetti colorati che finivano per bloccare la nostra installazione. In un’ottica di collaborazione con l’ente pubblico, visto che a loro lo spazio in piazza serviva davanti all’osteria e al bar di fianco a noi, ci siamo detti disponibili. Anzi, visto che avevamo avuto il via libera dalla Sovrintendenza nel 2019, e il Comune ci aveva rinnovato a voce l’installazione, eravamo tranquilli. Ma ora ci costringono a delle maratone per portare i piatti fuori: per legge noi non possiamo avere il brodo a meno di 75°, per esempio. Il tutto per occupare la piazza solo cinque serate in tutto. Il resto delle settimana è vuota ma noi dobbiamo sacrificarci con ombrelloni e tavoli».

L’assessore Bertoncelli è lapidario: «Sapevano di dover lasciare lo spazio per le iniziative pubbliche. E lo spostamento di qualche metro non è un dramma». —

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