Multe per le porte aperte Confesercenti boccia la scelta del Comune
il caso
«Le norme Covid devono sottostare alla normativa ambientale?». Daniele Cavazza di Confesercenti Modena ricalca i dubbi sollevati da alcuni commercianti modenesi. Nel mirino l’ordinanza dell’ottobre scorso che vieta l’apertura delle porte con impianti di riscaldamento o condizionatori accesi. Per Cavazza «multare gli esercizi commerciali a causa di una pratica su cui ci sono indicazioni confuse è un vero e proprio accanimento contro la categoria». Ricostruiamo però i passaggi. Giovedì scorso in Consiglio comunale, l’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi ha descritto l’ordinanza che porta la sua firma. Un testo del 23 ottobre 2019 e che resterà in vigore per tutto il 2020, mentre le sette sanzioni dei primi otto mesi scarsi di efficacia dell’ordinanza (pandemia inclusa) rischiano di salire considerevolmente.
Tra l’ordinanza e il dibattito in Consiglio comunale, il lockdown legato alla diffusione del Coronavirus. Confesercenti cita le norme regionali, che sembrano soffiare in un’altra direzione. Nel decreto regionale 82/2020 si specifica che «è necessario garantire una frequente aerazione dei locali». Tra i suggerimenti, «garantire un buon ricambio d’aria in tutti gli ambienti; evitare correnti d’aria o freddo-caldo eccessivo anche durante il ricambio naturale dell’aria». Cosa fare, dunque? «Siamo di fronte a una situazione kafkiana», il commento di Cavazza, direttore Confesercenti per l’area della città di Modena. Se esercenti del centro hanno salutato con favore l’ordinanza in nome del rispetto dell’ambiente, altri hanno sottolineato come diventi una missione «quasi impossibile» rispettarla. «Negozianti e ristoratori sono già provati dal lungo periodo di chiusura obbligata - riprende il direttore Confesercenti - e guadagni azzerati, storditi dalle decine di norme uscite in questi mesi e ora si trovano a dover pagare se seguono una strada anziché l’altra». Insiste che, per una tutela green, «dovremmo vietare anche i gel santificanti perché molto dannosi per l’ambiente, nonché i guanti usa e getta e le mascherine». Segue la richiesta di chiarezza al Comune per «dare agli esercizi commerciali un’indicazione univoca una volta per tutte in merito a questo tema». —
G.F.
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