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Sanatoria, presentate già 328 domande «Nel modenese utile per le badanti»

Sanatoria, presentate già 328 domande «Nel modenese utile per le badanti»

Primo bilancio della Cisl sull’andamento delle richieste degli immigrati sul territorio provinciale Domenico Chiatto: «Arma contro il lavoro irregolare, c’è tempo fino al 15 agosto» 

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l’ANALISI

Erano 328 al 15 giugno le domande presentate a Modena da stranieri senza permesso di soggiorno o con il permesso scaduto che hanno aderito alla nuova sanatoria decisa dal Governo. Lo comunica la Cisl Emilia Centrale, ricordando che gli interessati hanno tempo fino al 15 agosto.

«La sanatoria è un’opportunità per l’emersione del lavoro irregolare – dichiara Domenico Chiatto, responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria Cisl Emilia Centrale – Si tratta di un provvedimento che abbiamo invocato da tempo ed è finalmente arrivato, anche se limitato ad alcuni settori Ci risulta che il grosso del lavoro nero riguardi il cosiddetto “badantato” e collaboratori domestici, ma non possiamo escludere che esista anche nei campi e nelle stalle modenesi, sia pure senza i livelli inaccettabili del Sud Italia. Non possiamo escludere nemmeno che qualche datore di lavoro si faccia pagare la pratica (500 euro) dai dipendenti che chiedono la regolarizzazione. Denunceremo senza indugio gli episodi di questo tipo di cui verremo a conoscenza». A livello nazionale al 15 giugno erano state presentate 32 mila domande, il 91% delle quali da stranieri occupati nel lavoro domestico e assistenza alla persona (colf e badanti). La Cisl Emilia Centrale offre assistenza ai cittadini stranieri e ai datori di lavoro per il disbrigo delle domande. Anche gli stranieri privi del permesso di soggiorno o con il permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 possono presentare una domanda di emersione per ottenere un titolo di soggiorno. Possono regolarizzarsi coloro che sono già occupati o vengono assunti nei seguenti settori: agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse; assistenza alla persona, per se stessi o componenti della propria famiglia anche non conviventi, affetti da patologie o handicap; lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare. I requisiti necessari per il lavoratore sono: prova della propria presenza in Italia prima dell’8 marzo 2020; rilievi fotodattiloscopici; dichiarazione di presenza; attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici. In secondo luogo avere un rapporto di lavoro in corso o una proposta di assunzione nei tre settori indicati prima. Possono regolarizzarsi anche coloro che hanno il permesso scaduto dal 31 ottobre 2019 e presenti in Italia prima dell’8 marzo . —

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