Nuove auto elettriche, Faw punta sulla ex Bugatti a Campogalliano
L’alternativa sono le ex OMR di Reggio Emilia e la Valsamoggia. Sorgerà anche un Centro ricerche
Stefano Turcato
Lo stabilimento Ex Bugatti di Campogalliano è nel mirino del gigante cinese Faw per i suoi investimenti da oltre un miliardo di euro nella Motor Valley emiliana con l’obiettivo di dare vita a un polo produttivo di auto elettriche di alto livello.
In occasione del recente incontro in Regione fra il governatore Bonaccini e Jonathan Krane dell’americana Silk Ev, in società con Faw per lo sbarco in Emilia Romagna, era trapelato che nella prima fase dell’operazione sorgerà un Centro ricerche, quindi uffici, per poi estendersi alla produzione di prototipi fino, nella terza fase, a un ulteriore ampliamento per aumentare la produzione.
Ora si apprende che Faw, casa automobilistica cinese leader nella creazione di prototipi di auto elettriche di lusso, riguardo all’investimento nel sito produttivo emiliano ha due opzioni: in primo luogo lo stabilimento ex Bugatti di Campogalliano, come preannunciato dal sottosegretario Di Stefano, con le ex officile OMR di Reggio Emilia possibile alternativa.
Alle indiscrezioni su questa operazione si sono aggiunte le dichiarazioni pubbliche del manager Peter Tutzer, famoso protagonista del settore automobilistico europeo che ha ricevuto da Faw l’incarico di seguire e realizzare sul piano operativo questo progetto ambizioso: «Perché nella Motor Valley emiliana ? Perché qui c’è tutto. Soprattutto le competenze immateriali, le più preziose, che non puoi costruire da un giorno all’altro. E per le quali il denaro non basta. La Motor Valley, Coronavirus o no, rimane uno dei posti più interessanti al mondo - ha dichiarato Peter Tutzer a Paolo Bricco de Il Sole 24 Ore - Un posto fra quelli che sapranno reagire meglio alle grandi rotture in corso nell’industria dell’automotive. A partire dalla transizione nell’elettrico. Che riguarda tutti i segmenti. Anche il lusso».
Non è ancora chiaro dove andrà a collocarsi lo stabilimento e dove il Centro ricerche, anche se la ex Bugatti è apparsa la sede più idonea proprio per l’avvio dello stabilimento produttivo. Gli investitori sarebbero anche attratti dal fascino del marchio decaduto che potrebbe riverberarsi sulle nuove produzioni che prenderanno corpo nella stessa sede.
Da Bologna sono in atto tentativi per candidare anche l’area della Valsamoggia, dove già esistono le infrastrutture realizzate per l’insediamento di Philip Morris. La scelta dovrà avvenire entro l’estate e al tempo stesso sarà firmata la lettera d’intenti, a cui stanno già lavorando l’assessore regionale Vincenzo Colla e Marco Mattiacci, ex direttore della gestione sportiva Ferrari che rappresenta gli investitori. —
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