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Quando gli assaggi di vino sposano anche la solidarietà

Daniele Dei
Quando gli assaggi di vino sposano anche la solidarietà

Enrico Cuoghi e Paolo Frisco lanciano un progetto per promuovere la cultura del bere. Incontri pure nelle parrocchie e ricavato all’ospedale 

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l’idea

Daniele Dei

Fanno degustazioni di vino con i giovani per promuovere la cultura del buon bere, ma senza eccessi, e al contempo trasformare le loro iniziative in eventi di beneficenza. In pieno lockdown ne hanno fatta una su Instagram, non potendo farla pubblicamente, e ha fruttato una donazione da 250 euro per l'ospedale cittadino relativa all'emergenza Covid-19. L'idea è di due 26enne di Sassuolo che si chiamano Enrico Cuoghi, che nella vita fa il rappresentante di vini, e Paolo Frisco, studente strategie commerciali di Food Marketing alla Cattolica di Piacenza. Si sono conosciuti a un corso per sommelier e da lì hanno iniziato ad attivare una serie di progetti assieme. «Quattro anni fa abbiamo iniziato a guardarci attorno – spiega Paolo Frisco – per capire se la gente aveva una potenziale passione per la degustazione dei vini. Avevamo amici che erano interessati ma, in modo particolare, abbiamo riscontrato una certa mancanza di persone capaci di comunicare ai giovani i pregi del vino e l'essenza del prodotto. Per cui abbiamo iniziato a collaborare con associazioni no profit, i giovani dell'Azione Cattolica, per promuovere queste attività». Luoghi anche inconsueti per assaggiare vini di qualità, come per esempio le parrocchie, ma anche alcuni locali, anche a Modena. Sempre però con uno scopo: quello di recuperare i costi vivi e il resto metterlo a disposizione per iniziative benefiche. «Il nostro target principale va dai 18 ai 25 anni – prosegue lo studente universitario – perché di solito chi partecipa alle degustazioni ha un'età più elevata e nel panorama generale il confronto è con un pubblico più vasto. Da un paio di anni abbiamo strutturato il progetto in maniera più precisa denominandolo "Wine 4 seasons", vale a dire vino per tutte le stagioni. Per quattro domeniche di ottobre, per esempio, siamo stati di fronte a Palazzo Ducale, ogni volta parlando di vini provenienti da regioni diverse dell'Italia, con tre calici e qualcosa da stuzzicare assieme. Cerchiamo di spiegare ai ragazzi che non ci si deve ubriacare ma piuttosto avere il piacere di un buon prodotto.

L'obiettivo è alimentare la passione e seguire il nostro esempio». Recentemente una degustazione è saltata e quindi è stata fatta su Instagram, dove il loro profilo è seguito da oltre 750 persone. «Come? Facendo recapitare le bottiglie che avevamo comprato a una trentina di persone – racconta Frisco – poi ci siamo collegati in diretta su Instagram facendo un video in diretta guidando la degustazione. Il ricavato della vendita delle bottiglie, acquistate da una piccola azienda vitivinicola pugliese, stato consegnato all'Ospedale di Sassuolo per l'emergenza Coronavirus». —

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