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mirandola. le reazioni  

«Exit, raccoglieremo le firme per il referendum sull’Unione»

Serena Arbizzi/

Siena: «Proporremo anche la fusione dei Comuni: i più piccoli avranno difficoltà» Casari e Zaniboni: «L’Ucman non è il bancomat, facciamo la nostra parte»

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«Il referendum consultivo è sul piatto». Lo conferma Giorgio Siena, consigliere di + Mirandola che motiva espressamente la propria contrarietà all’uscita dall’Unione. «Ho suggerito di aspettare un anno, di certo dovremo attendere sei mesi - sostiene - Entro il 31 dicembre, infatti, avverrà l’uscita dall’Ucman. Poi è probabile che ripartirà la riorganizzazione dei servizi. Quindi, l’idea di raccogliere le firme è prevista per il 2021. Ci daremo tempo: qualora, l’uscita fosse un grande successo non lavoreremo per il referendum. Ma temo che ci saranno dei problemi. Aspetteremo anche il Pd per raggiungere quest’obiettivo. Con il referendum proporremo anche la fusione dei Comuni. I più piccoli, infatti, avranno difficoltà. Il venir meno del principio di sussidiarietà il cui spirito è garantire nei 9 Comuni stessi servizi a stessi costi provocherà problemi».

Non ci stanno, poi, a fare la parte di chi “preleva dal Bancomat di Mirandola”, i sindaci di San Possidonio e Camposanto. I due Comuni sono stati tirati espressamente in ballo dal consigliere di Fratelli d’Italia Marian Lugli che ha dichiarato: «I soldi dei mirandolesi, rimangano ai mirandolesi».

«Lugli ha un’idea molto vaga di politica - replica Carlo Casari, primo cittadino di San Possidonio - Un po’ ci mette del suo, un po’ quello che gli suggerisce Golinelli. Noi, invece, abbiamo sottoscritto un impegno di grande serietà. Siamo nell’Unione e vogliamo che questo territorio funzioni meglio. Greco pensa che 24mila abitanti siano una megalopoli... Glielo abbiamo detto mille volte che se andiamo a Milano, un solo quartiere è composto da quel numero di cittadini. Poi se loro vogliono distruggere quello che altri hanno costruito con anni di sacrifici, non so cosa farci. Golinelli è come Attila: punta a portare a casa questo risultato per avere visibilità». E San Possidonio ha ratificato ieri la decisione di conferire anche il Personale in Unione, «proprio perché ci crediamo», conclude Casari.

«Non condivido quanto detto da Lugli - aggiunge Monja Zaniboni, sindaco di Camposanto - Un pensiero come quello che ha espresso lui significa fare una classifica tra cittadini di serie A e di serie B. Mentre la nostra visione è riorganizzare l’ente, non di mollarlo. Noi, comunque, facciamo la nostra parte e trasferiamo tutti i fondi richiesti dall’Unione. Ovvio, poi, che noi per altri servizi abbiamo agevolazioni. Ma faccio un esempio, per dimostrare che la tesi di partenza di Lugli è sbagliata. Noi, prima dell’emergenza sanitaria, avevamo in carico la consegna di materiale informatico per la scuola secondaria. Parte dei computer è stata distribuita ai Comuni dell’area nord per le videoconferenze». —

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