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Anche senza traffico le polveri restano Il maxistudio conferma la presenza di smog

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Anche senza traffico le polveri restano Il maxistudio conferma la presenza di smog

Durante il lockdown il problema delle Pm10 e Pm2.5 è rimasto A produrle riscaldamento domestico, agricoltura e allevamento 

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l’analisi

Inquinamento in calo a marzo, ma tutt’altro che azzerato. È quanto emerso da un maxi studio nell’ambito di Life Prepair, il progetto europeo che si occupa di politiche della qualità dell’aria nel bacino padano. Coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, coinvolge 17 partner tra cui Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia.

Marzo è stato il mese del lockdown più “duro” ed è stata un’occasione per gli scienziati per analizzare la qualità dell’aria al netto dell’assenza pressoché totale di traffico. Tre i principali aspetti presi in considerazione: l’analisi delle emissioni inquinanti dovuta all’impatto delle misure emergenziali sui diversi settori di attività (trasporti, riscaldamento, industria, agricoltura), la variazione delle concentrazioni degli inquinanti misurate dalle stazioni di monitoraggio di tutto il bacino e, infine, i dati relativi alla situazione meteorologica che influenza l’accumulo o la dispersione degli inquinanti stessi.

Per stimare l’impatto delle misure di contenimento sulla qualità dell’aria che respiriamo, è stato messo a confronto lo scenario reale con uno scenario ipotetico “no lockdown” simulato con un modello chimico di trasporto e dispersione basato sui dati meteorologici del periodo e sulla stima delle emissioni di inquinanti che si sarebbe verificata in assenza di misure restrittive.

I principali risultati hanno evidenziato che gli inquinanti gassosi presi in considerazione, benzene e ossidi di azoto (NOx), hanno mostrato cali importanti sia rispetto ai mesi di marzo 2016-2019 sia rispetto ai periodi precedenti il lockdown. Tali decrementi hanno raggiunto valori fino al 58% per l’NO e al 33% e 38% per benzene e NO2. Il confronto con il periodo medio degli anni precedenti mostra valori ampiamente inferiori alla media. Il particolato – Pm10 e Pm2.5 – presenta una dinamica complessa: i valori di Pm10 registrati sono mediamente inferiori rispetto agli anni precedenti anche se con una diminuzione meno marcata rispetto agli inquinanti gassosi (attorno al 14%), pur con una rilevante diminuzione dei valori massimi. Le polveri sottili variano in modo simile per tutto marzo, influenzate dal meteo, con valori minimi nei giorni ventilati e valori massimi nei giorni di stagnazione. In queste condizioni (intorno al 13 e al 19 marzo), in alcune aree, sono stati osservati valori superiori al valore limite giornaliero che è di 50 microgrammi al metro cubo. Discorso diverso per il picco registrato a fine mese, causato dal vento ricco di polvere giunto dai deserti dell’area del Caspio.

Perché le polveri sono scese meno degli inquinanti gassosi? Secondo i redattori dello studio vi sono diverse concause come ad esempio la presenza di quantitativi di inquinanti precursori, come l’ammoniaca derivante dall’agricoltura e dall’allevamento, in concentrazione sufficiente a produrre Pm di origine secondaria. Allo stesso tempo l’aumento dei consumi di gas e di legna per riscaldamento domestico, in condizioni meteorologiche che hanno limitato la dispersione degli inquinanti, ha prodotto emissioni della componente primaria.

Secondo gli studiosi «questi primi dati sembrano confermare la necessità di una strategia incentrata su interventi plurisettoriali mirati a ridurre sia le emissioni dirette che i precursori delle Pm. In questo senso, i risultati dello studio, seppur preliminari, portano a confermare alcuni punti chiave della pianificazione adottata dalle Regioni e Province autonome del Bacino del Po nei propri piani di qualità dell’aria adottati e degli accordi interregionali».

«Le riduzioni osservate - dice l’assessore all’Ambiente Irene Priolo - sono un risultato importante ma non del tutto sufficiente a garantire il rispetto dei valori fissati dalle norme europee. Questi primi risultati confermano comunque la validità della strategia dei Piani aria regionali incentrata su interventi plurisettoriali che intervengono su più categorie di inquinanti». —

gib



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