Gazzetta di Modena

Modena

fanano 

«Noi, la task force capace di lavorare in condizioni estreme»

Saverio Cioce
«Noi, la task force capace di lavorare in condizioni estreme»

I soci della cooperativa Pratignana super specializzati «Lavoriamo su alberi alti, rocce e versanti franosi»

3 MINUTI DI LETTURA





FANANO

Non sono famosi come gli scalatori delle vette più alte ma i rocciatori della cooperativa forestale Pratignana, a Lotta di Fanano, sono diventati indispensabili nei territori dell'Appennino.

Sono loro che vengono chiamati da Enel, compagnie telefoniche e Vigili del Fuoco quando le bufere di neve fanno precipitare gli alberi più alti sulle linee elettriche, che intervengono nelle fragili pareti di roccia che incombono sulle strade per evitare che massi pericolanti finiscano per precipitare al suolo. In quattro decenni di attività gli otto soci non solo hanno precorso i tempi con i corsi sulla sicurezza per lavorare con i paranchi o a trenta metri d’altezza, su alberi impossibili da potare, ma si sono dotati di attrezzature sempre più sofisticate e potenti sino a diventare una delle realtà più importanti in Emilia Romagna.

«Non siamo dei fenomeni – dice schivo Moreno Guerrieri, che ha dato vita alla cooperativa e leader della Pratignana – Siamo partiti dall’esperienza pratica sull’alto Appennino dove le condizioni ambientali sono difficili quando si tratta di intervenire su terreni scoscesi, a volte impraticabili. E con ogni condizione di tempo. Di qui l’evoluzione sulla bioingegneria per rimettere in sesto versanti franosi, incanalare ruscelli, riparare i sentieri o costruire piccoli ponti per rendere sicuri gli attraversamenti nei boschi. Le attività forestali sono il nostro cavallo di battaglia, certo, sono una gran parte del nostro fatturato. Ma qui in zona siamo conosciuti per gli interventi mirati che in alcuni casi ci mettono sotto lo sguardo dei nostri concittadini».

«Il clima è cambiato, in pianura come in montagna – aggiunge Guerrieri – Raffiche di vento a 80 km all’ora sono diventate frequenti e abbinate a piogge intense o pesanti nevicate creano le condizioni giuste per fare collassare gli alberi. Soprattutto quelli abbandonati e su pendii ripidi corrono maggiori rischi, ma lo stesso vale anche per i pioppi altissimi, che in pianura si piegano come bandiere quando ci sono le tempeste».

Nell’Italia dell'emergenza continua per il maltempo il lavoro certo non manca ma se si chiede a Guerrieri una delle realizzazioni di cui va più fiero assieme ai suoi soci lui non ha dubbi. «Sono stato in consiglio comunale per vent'anni – dice – Ho fatto l'assessore ai lavori pubblici e al bilancio ma ora mi dedico completamente alla Pratignana. Quello di cui vado più orgoglioso è l’impianto di teleriscaldamento che è stato realizzato proprio a Fanano, con i fondi tra l'altro della Fondazione Cassa e della Regione. Ebbene quasi 400 persone vengono riscaldate non con il gas ma con il cippato, ovvero gli scarti più piccoli della lavorazione del legno. La caserma dei carabinieri, la scuola materna e le elementari, la sede dei Vigili del fuoco volontari, il polo della Protezione Civile, la palestra: tutto collegato e alimentato con un impianto che costa attorno ai 15 mila euro all’anno di cippato contro i 55 mila di gas che si spendevano prima. E quello che prima era un rifiuto da smaltire adesso è materia prima».

Una struttura essenziale quella della cooperativa, con otto persone di cui cinque rocciatori professionisti che sono abituati a lavorare sospesi nel vuoto, a calarsi con le funi sino al punto d'attacco in cui devono intervenire. Sulle circa 60 aziende agroforestali della provincia, iscritte allo speciale albo regionale, la Pratignana è pronta per le missioni più rischiose. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google