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Modena, l'indagine. «Prezzi, servono più controlli Sul web non solo le offerte»

G.F.
Modena, l'indagine. «Prezzi, servono più controlli Sul web non solo le offerte»

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Oltre il 90% di chi si è espresso, rispondendo alle domande di Federconsumatori, ha indicato la necessità di un maggior controllo sui prezzi. Un controllo, lo ricordiamo, che non può mettere in discussione la libertà degli imprenditori di decidere quali prezzi applicare, al netto dei fenomeni speculativi definiti dalle norme di legge. Un controllo che quindi abbia l'obbiettivo di facilitare la conoscenza da parte del consumatore dei prezzi applicati, e allo stesso tempo che contribuisca a migliorare il livello di concorrenza e competizione tra le diverse insegne.

In questo senso vanno interpretate anche le valutazioni sulle tre ipotesi avanzate, tutte largamente condivise, a partire dalla disponibilità in rete dei prezzi di ogni negozio delle grandi catene, mentre oggi sono a disposizione solo quelli delle offerte speciali. Forte anche l’interesse nell’avere disponibile, in ogni scaffale, il prezzo precedentemente applicato, e la data di ultima variazione. Particolarmente rilevate sarebbe poi la trasformazione delle carte fedeltà-socio in strumenti che consentano, mediante un’applicazione, di conservare gli scontrini in modo virtuale, per consentire di verificare l’evoluzione dei prezzi dei prodotti di acquisto più frequente.

Nell’analisi si confermano gli spostamenti di vendite dalle grandi strutture al commercio di prossimità, e le incredibili performance del commercio online. Sorprende la valutazione circa il mantenimento della qualità del servizio di supermercati ed ipermercati, in un quadro dove - per i compilatori del questionario - la quantità degli acquisti è aumentata, ma si è ridotto il numero di volte nelle quali si è entrati in un negozio. Si tratta di tendenze che in queste ultime settimane si sono ridimensionate, ma che potrebbero permanere a lungo. Tra queste la riduzione delle occasioni di spesa, con l’innalzamento dell'importo dello scontrino medio, ma anche la possibile accentuazione della crisi degli ipermercati di maggiori dimensioni a favore delle medie strutture. Infine la chiusura dei mercati all’aperto, per il nostro campione, è stata considerata come poco problematica, a differenza di quella di parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti. —

G.F.

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