Anche Fanano festeggia ora tutti gli ospedali sono diventati Virus free
Ha aperto il 16 marzo tra mille preoccupazioni, in un contesto montano a prevalenza di anziani. Il 24 giugno ha chiuso esattamente 100 giorni dopo, con le dimissioni di un'80enne di Carpi. Dopo aver curato 48 pazienti (soli 3 decessi) senza mai registrare alcun contagio tra il personale (una ventina tra infermiere e Oss). “Miracolo a Fanano” verrebbe da dire salutando la fine dell'esperienza Covid all'Ospedale di Comunità allestito nella Casa della Salute. L'Osco (di cui è coordinatrice Esperia Amici) non aveva un reparto malattie infettive, ma per far fronte all'emergenza era stato interamente riconvertito nei suoi 15 posti letto alla cura al virus (in pazienti con un'età media di 81 anni, non gravi). Ci si poteva chiedere se il personale sarebbe stato all'altezza, e dai fatti è arrivato il sì più eclatante. «Ci siamo dovuti reinventare sia a livello professionale sia nella gestione della struttura – spiega Simona Gruppi, infermiera storica – con timore all'inizio, anche di portare il virus a casa, ma l'organizzazione precisa, l'altruismo, il senso di squadra che ci ha sempre contraddistinto ci ha permesso di vincere la sfida, con grandi soddisfazioni umane. Un grazie sentito all'Ausl, che non ci ha mai fatto mancare nulla, e al sindaco che è sempre stato molto attento alla situazione». «Siamo noi che come comunità ringraziamo tutto il personale per la gestione impeccabile – nota Stefano Muzzarelli – e grazie anche all'Ausl per tutto, in particolare al direttore Serantoni. Quest'esperienza mostra quanto sia importante salvaguardare e potenziare i presidi di periferia». «L'Osco è stato trasformato con grande rigore – osserva il direttore di distretto Carlo Serantoni – che non mancherà neanche in questa nuova fase». Dopo la sanificazione, giovedì è entrato il primo paziente non Covid. —
d.m.
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