Gazzetta di Modena

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Food Club Cafè  

«Bloccati senza elettricità per errori dell’azienda»

G.F.

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IL CASO

«Chiusura temporanea per guasto elettrico». Il cartello è apparso martedì scorso davanti all’ingresso del Food Club Cafè in via Menotti . A posizionarlo la titolare Stefania Rinaldi e la socia Alessia Perati, rimaste all’improvviso a corto di energia. «Abbiamo chiuso martedì alle 9,30 - recrimina Rinaldi - dopo aver appena finito con le colazioni. Abbiamo dovuto mandare fuori le persone». Per la titolare si tratta di «un danno economico e di immagine» che va aggiunto ai problemi del lockdown. Più che l’impianto elettrico, qualcosa s’è guastato a livello comunicativo. L’attività ha ricominciato il 29 marzo con le consegne a domicilio. Il 7 aprile il saldo della prima rata con la società che gestisce l’energia, la Nwg Energia che ha sede a Prato ed è specializzata nell’erogazione di energia pulita . La seconda risulta pagata alla titolare il 12 maggio. Per «un errore contabile» sarebbe stata inserita invece il 10 luglio. L’ente gestore avrebbe quindi mandato un primo sollecito di pagamento, a cui Rinaldi avrebbe risposto con la rendicontazione contabile. «Non ho ricevuto nessuna risposta», prosegue la titolare. La data della terza rata è il 9 giugno. Il pagamento sarebbe però stato inserito a saldo della precedente.

Per Rinaldi sarebbe il «secondo errore contabile». La titolare assicura di aver «smosso mari e monti», rimbalzando però con un muro di gomma. «Ho chiamato una decina di volte al call center in Albania - prosegue Rinaldi - chiedendo di poter parlare con qualcuno».

Alla fine, «non ho fatto altro che ripagare la stessa fattura per riavere la luce, senza ottenere alcuna informazione». Rinaldi non è critica tanto per «l’errore, che si sarebbe potuto risolvere con una telefonata». Rimprovera alla società di aver mandato qualche mail con frasi del tipo «la pratica è in elaborazione, le faremo sapere» e nulla più. Un cortocircuito comunicativo in «un momento di difficoltà estrema» tra l’incredulità della clientela. «L’azienda ha agito con un potere unilaterale immenso - la posizione di Rinaldi - e senza la possibilità di confrontarsi, nonostante l’errore fosse loro». —

G.F.

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