Nidi e materne, caos a sinistra Cornia lascia la segreteria
La coordinatrice cittadina di Articolo Uno ha detto addio con una lettera di fuoco per l’atteggiamento del gruppo in Consiglio comunale
Che il gruppo non fosse esattamente compatto è evidente, come dimostra il voto al momento dell’approvazione della delibera, che ha visto due consiglieri scegliere il non-voto e un altro bocciare la proposta. Ma il caso esternalizzazione di due nidi cittadini, per la Sinistra modenese, ha portato a una frattura più profonda, con le dimissioni della segretaria cittadina Cinzia Cornia.
Facendo un passo indietro, il 28 maggio scorso, nell’ex chiesa di San Carlo, il Consiglio comunale ha approvato la delibera costitutiva di Modena Zerosei, il nuovo sistema educativo integrato per i bimbi in età da nido e materna. Una delibera che comprendeva anche il passaggio di due nidi cittadini - individuati poi dalla giunta nel Cipì di via Padovani e nel Piazza di via Ulivi - alla Fondazione Cresciamo: una scelta che ha causato parecchi problemi alla giunta, con un pesante scontro con i sindacati, ma che ha diviso anche Sinistra per Modena, principale alleato del Pd in Consiglio comunale. E se dal punto di vista del gruppo la Sinistra si è spaccata, con il non-voto della capogruppo Camilla Scarpa e del consigliere Federico Trianni e il “no” di Vincenzo Walter Stella, a dividersi è stato anche Articolo Uno, ovvero il partito che un anno fa ha dato vita alla fortunata esperienza della Sinistra per Modena. A bocciare sonoramente la linea dei consiglieri comunali, infatti, è stata la segretaria comunale del partito di Bersani, l’ex consigliera Cinzia Cornia, che ha lasciato il suo ruolo con una lettera di fuoco. Nel suo intervento, Cornia ha criticato duramente la scelta dei consiglieri della sinistra, accusandoli di eccessiva durezza per una scelta sulla quale il gruppo avrebbe anche potuto appoggiare la giunta.
Nel frattempo, a tornare sulle esternalizzazioni sono le Funzioni pubbliche di Cgil e Cisl: «Il Comune - fanno sapere i sindacati - dà via uno dei nidi storici, il Piazza, tra i primi a nascere, e il Cipì, struttura tra le più nuove inaugurata nel 2008, ultimo dei nidi costruito e gestito direttamente dal Comune di Modena. E’ una pagina triste nella storia dei servizi educativi del Comune. Chi quei servizi li ha creati, le educatrici e tutto il personale che ci lavora ogni giorno, e ha contribuito a renderli un modello all’avanguardia di gestione pubblica, è profondamente amareggiato e deluso dall’ostinazione con la quale l’amministrazione ha portato avanti una scelta del genere. La privatizzazione è andata avanti nonostante tutto, privando la cittadinanza di un patrimonio importante e che porterà anche alla dispersione delle professionalità di tutte quelle educatrici precarie “storiche” (oltre una decina) che da anni hanno dato modo di garantire la qualità dei servizi». —
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