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Una raccolta firme insieme a un comitato per una “zona free 5G”

S.A.
Una raccolta firme insieme a un comitato per una “zona free 5G”

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Nei comuni dell’Unione Terre d’Argine è nato il comitato Stop 5G, formato da cittadini attenti alla loro salute e a quella dei loro concittadini.

Il comitato ha deciso di presentare una petizione popolare nei quattro comuni.

«Nella petizione chiediamo ai sindaci di verificare alternative al 5G, perché sappiamo che esistono» afferma Simona Merighi, tra i componenti del comitato insieme a Lella Luppi, Loretta Galli per Carpi. Anche negli altri comuni delle Terre d’Argine ci sono altri referenti: a Novi si può fare riferimento ad Annarosa Cesaretti, spostandosi a Campogalliano a Sabrina Lodi, a Soliera a Cesare Poppi e Lorenzo Teritti.

I componenti del comitati avanzano alcune richieste specifiche agli amministratori, sulla scorta dei risultati già ottenuti in alcuni comuni del Modenese.

«Vorremmo che il nostro territorio fosse una “zona free 5G”, che non fossero potenziate le antenne esistenti e non ne venissero installate di nuove - aggiunge Simona - il sindaco è responsabile della salute dei suoi cittadini. Alcuni comuni modenesi, quali Cavezzo, Finale e Serramazzoni hanno già detto stop al 5G. Siamo un gruppo di persone, senza alcuna bandiera politica; se altri cittadini si vogliono unire sono i benvenuti».

Il comitato sarà presente a Carpi, sotto il portico di piazza Martiri, tutti i giovedì mattina e sabato mattina e pomeriggio per raccogliere firme.

Nel frattempo, per chi volesse documentarsi sulle ragioni che hanno portato alla nascita del comitato contro il 5G, è possibile fare riferimento al gruppo “Modena No 5G”. Scorrendo la bacheca del gruppo si possono notare le iniziative prese nella nostra provincia e in quelle vicine allo scopo di informare i cittadini.

Tra le ragioni che hanno portato a recenti manifestazioni contro il 5G, come quella che si svolgerà oggi alle 15, a Bologna ci sono «la richiesta di una commissione tecnica regionale sul 5G» si legge nel volantino pubblicato sul gruppo.

L’appuntamento, poi, per gli organizzatori rappresenta una forma di protesta contro l’innalzamento dei limiti di legge previsti nel piano Colao. —

S.A.

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