Camion, ruspe, viabilità che cambia Lo storico caseificio si ritrova isolato
I titolari del Poggiocastro: «I lavori sul Carrai ci bloccano Abbiamo perso clienti, pronti a chiedere i danni all’Anas»
PAVULLO
Un prestigioso caseificio storico messo in ginocchio non dal Covid, non dal calo del prezzo del Parmigiano ma... da lavori Anas. Succede all’ingresso di Pavullo, a causa del cantiere sulla via Giardini nord (la Statale 12) per la variante del Carrai, che ha portato nell’ultimo mese operai e ruspe in quantità proprio sull’incrocio con la stradina che salendo (a sinistra per chi viene da Modena) porta al caseificio Poggiocastro e all’allevamento da 400 bovini ad esso legato. Considerati sempre sulla Giardini, al civico 32. In teoria quindi il piano lavori avrebbe dovuto tener conto delle ripercussioni sull’azienda. In pratica sembra di no, guardando a quanto accaduto da maggio: «È stato un delirio sotto il profilo lavorativo - sottolineano i proprietari della famiglia Casolari - ci siamo trovati con camion, ruspe ed escavatori che ostruivano di continuo il passaggio. Un’odissea per i dipendenti, un incubo per trattori e camion dei nostri trasporti. La viabilità sarà stata cambiata una decina di volte in un mese. Dalla sera al mattino, senza alcun avviso all’azienda, con l’alternanza di giorni in cui si poteva girare da noi solo andando verso Modena o andando verso Pavullo. Nel primo caso bisognava scendere a Pavullo, girarsi e tornare indietro; nel secondo arrivare fino alla rotonda di Sant’Antonio e poi rientrare. Ve lo immaginate con un carico di fieno? Abbiamo avuto degli autotrasportatori che si sono rifiutati di venire. Senza contare la sicurezza: se si sentiva male qualcuno da noi e aveva bisogno dell'ambulanza? Come arrivava e con che tempi?». Poi il profilo commerciale: «In queste condizioni, a quale cliente può mai venir voglia di arrivare qui per prendere il formaggio? Il giro si è quasi azzerato: credevamo di aver vissuto il peggio col lockdown invece con la ripresa del cantiere è stato il peggio del peggio. In Comune ci hanno detto che la responsabilità è di Anas. Abbiamo cercato allora più volte di parlare con qualcuno dei responsabili Anas per vedere se si poteva trovare una soluzione: non siamo mai riusciti a risalire a un referente. Ci è stato detto che capiscono i disagi ma che nel piano lavori non si sarebbe tenuto conto delle ripercussioni sul nostro svincolo. Se fosse vero sarebbe una cosa incommentabile: un progetto da 3,8 milioni che non si accorge di noi? Su una Statale?». Il Poggiocastro non è proprio invisibile. Oltre che fisicamente, per la sua storia: nato nel 1981 per volontà di Giovanni Luciano Casolari (pavullese emigrato in Algeria, Venezuela e Trinidad/Tobago, che ha reinvestito qui parte della sua fortuna) detiene un’intera filiera produttiva (dai campi alle mucche, al formaggio), e vanta numerosi riconoscimenti: Matricola d’Oro 1998 del Consorzio Parmigiano, tre benemerenze, Premio Agrifood per lo yogurt, attestati per la collaborazione in grandi raduni della Motor Valley... Basta dire che Luciano Pavarotti qui era uno di casa, ospite d’onore all’inaugurazione. Ora tutta questa storia è in bilico: «Abbiamo avuto un danno di non meno di 150mila euro - rimarcano i proprietari - e siamo pronti a chiederne conto ad Anas». Anche se da ieri è tornato il doppio senso, «perché tanto tra due settimane tornerà il semaforo. E saremo daccapo». —
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