Don Maurizio Trevisan ne sarà il responsabile: «Costruiamo rispetto»
A guidare il nuovo servizio della Chiesa è stato chiamato don Maurizio Trevisan, da poco nominato Rettore del seminario di Modena, dal 2014 codirettore dell’Ufficio Famiglia della Diocesi di Modena-Nonantola e dal 2015 e direttore del Centro di Consulenza per la Famiglia. Don Trevisan ha perfezionato gli studi a Roma in Teologia Morale presso l’accademia Alfonsiana della pontificia universita Lateranense, conseguendo la licenza e il dottorato, occupandosi principalmente di morale familiare e sessuale e di bioetica, materie di cui e docente presso lo studio teologico interdiocesano di Reggio Emilia e l’istituto superiore di scienze religiose dell’Emilia.
«Questa è l’occasione per le realtà ecclesiali che hanno a che fare con i minori (dalle parrocchie, alle società sportive, alle associazioni) di segnalare dubbi, richiedere chiarimenti o, purtroppo, in caso di veri e propri abusi per le vittime o per persone che ne siano a conoscenza, di avere la possibilità di confrontarsi con una equipe multidisciplinare che li possa aiutare ad affrontare queste situazioni, in accordo con il vescovo e con le istituzioni civili. La Chiesa vuole fare suo il bisogno di aiutare i piccoli. Ci sarà anche una importante opera di formazione, in parte già svolta con i sacerdoti e che proseguirà nel prossimo anno pastorale allargandola, volgerà a convertire le strutture ecclesiali per prevenire ed evitare situazioni nei quali gli abusi possano accadere». Don Trevisan prosegue e conferma: «Data la delicatezza e l’importanza che il servizio deve svolgere all’interno delle due diocesi, le linee guida della Cei invitano il responsabile a favorire il lavoro di equipe con le professionalità e le competenze necessarie al suo interno, e la costruzione di una rete di collaborazione con le realtà ecclesiali ed istituzionali. Oltre all’ascolto, all’accompagnamento e al discernimento circa le diverse segnalazioni o le richieste di aiuto che possono pervenire al centro d’ascolto, è necessario, pertanto, favorire una cultura della prevenzione, attraverso la promozione di comportamenti e stili educativi e relazionali che permettano lo sviluppo pieno e armonico della persona e con la trasmissione di contenuti e suggerimenti operativi da attuare nelle realtà ecclesiali per costruire una cultura del rispetto e della tutela dei minori». —
P.S.
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