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l’iniziativa  

In viaggio sulla moto al rallentatore «Scopriamo i tesori di casa nostra»

S; erena Arbizzi
In viaggio sulla moto al rallentatore «Scopriamo i tesori di casa nostra»

Daniele “Budo” Ferrari organizza tour nei luoghi meno noti ma più affascinanti salendo in Appennino

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“Chi dona il cuore non ne rimarrà mai senza”: questo il messaggio che quattro amici carpigiani e della Bassa hanno affisso alle isole Lofoten, arcipelago della Norvegia e culmine di un viaggio simbolo di rinascita, in sella alle loro Triumph Bonneville.

Protagonisti di quest’avventura sono il fossolese Daniele “Budo” Ferrari, soprannominato il “poeta falegname”, perché solito collocare cartelli di legno, in campagna, con su frasi per abbellire il paesaggio, insieme all’amico Davide Previdi. Entrambi, insieme a Mirco Carafoni, animatore del gruppo, compongono lo staff di Emilian Ride. L’iniziativa nasce da un’idea di “ Budo” e l’obiettivo è far scoprire i paesaggi mozzafiato, i luoghi più caratteristici e ancora come una volta, inesplorati e incontaminati, nell’Appennino di casa nostra, in sella alla motocicletta. A una manciata di chilometri da casa.

«Ho iniziato l’avventura di Emilian Ride l’anno scorso - racconta Daniele Ferrari - Ho viaggiato tanto, in Italia e in Europa, ma ci sono tanti luoghi da togliere il fiato anche vicino a casa, al di là delle mete più classiche. Così ho pensato di organizzare gite di una giornata, una domenica al mese, al massimo per una decina di moto, pranzo incluso. Il numero è contenuto perché tutti, in questo modo, possono socializzare. E insieme si va alla scoperta di mete nascoste in Appennino: come piccoli borghi con mulini in pietra visitabili».

«Le moto non devono essere sportive - prosegue “Budo” - Non si deve andare veloci in questi tratti. E a me piace scoprire le strade secondarie per immergermi nella natura, alla scoperta delle chicche emiliane. Il gruppo lo guido io e lo chiude Davide Previdi. Il prezzo richiesto è di 25 euro, per coprire il costo del pranzo. L’iniziativa non ha scopo di lucro».

Daniele scopre la moto per caso. Un giorno vede una Boneville, la stessa di James Dean, davanti alla Coop. E sene innamora. La moto diventa anche il simbolo della sua amicizia con Davide, al quale promette un viaggio in una situazione tanto drammatica quanto cruciale. «Davide una decina di anni fa si è recato al pronto soccorso perché stava male - continua “Budo” - Era stato classificato codice verde, ma appena lo hanno visitato si sono resi conto che aveva necessità del pace maker. Dopo 10 anni Davide ha potuto ricevere un trapianto di cuore. Ecco il perché del viaggio alle Lofoten. E del cartello che reca una frase regalatami da un’amica, quando stavo male dopo essere stato lasciato». La storia di Davide, a breve, si potrà leggere nel libro intitolato “Mi rimetto in moto”, scritto da Alessandro Bruyere per edizioni Moto taccuino. —

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