Gazzetta di Modena

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Minori vittime di violenze e abusi La Diocesi apre un punto di ascolto

Paolo Seghedoni
Minori vittime di violenze e abusi La Diocesi apre un punto di ascolto

Il vescovo Castellucci: «Servizio nato su sollecitazione di papa Francesco. Avrà anche ruolo di prevenzione»

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Sara operativo da domani, 29 giugno solennità dei Santi Pietro e Paolo, il Servizio Interdiocesano per la Prevenzione, l’Ascolto e la Tutela dei Minori e delle persone vulnerabili.

Il decreto con il quale l’arcivescovo Erio Castellucci istituiva il servizio e dava avvio alla fase di costituzione del team di esperti, risale al settembre 2019. Ha, come detto, un carattere interdiocesano, sorto grazie alla collaborazione delle diocesi di Modena-Nonantola e Carpi, e a guidarlo sarà don Maurizio Trevisan. Nel giugno 2019 la Conferenza Episcopale Italiana ha emanato le “Linee guida per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili”. In questo documento viene richiesto che vengano costituiti servizi o altri strumenti che siano di supporto ai vescovi attraverso competenze e professionalità specifiche per affrontare le situazioni che riguardano la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili.

«Questo servizio è nato su sollecitazione di papa Francesco, che ha lavorato sulle sollecitazioni che già furono di papa Benedetto e prima di san Giovanni Paolo II che già vent’anni fa affrontò la piaga degli abusi nella Chiesa, emersi con particolare gravità in alcune diocesi degli Stati Uniti – spiega don Erio Castellucci -. Contemporaneamente anche la Cei ha chiesto alle diocesi di costituire un servizio. Per ora si tratta di un servizio di ascolto delle persone che riterranno di avere subito abusi e molestie e agirà di conseguenza, sia accompagnando le persone che segnalando i casi opportuni al tribunale ecclesiastico e a quello civile. Soprattutto svolgerà un lavoro di prevenzione, cercando alleanze nella città e nelle istituzioni. Come Chiesa siamo chiamati a muoverci per primi: quelle che pesano di più, nonostante siano una percentuale bassa, sono le situazioni che viviamo nei nostri ambienti, vogliamo creare una rete di sensibilità verso questo importantissimo argomento che segna la vita di persone che rimangono ferite per tutta la loro esistenza. Dobbiamo assolutamente impegnarci non solo perché questo non accada nell’ambito ecclesiale ma perché diventi una sensibilità sociale, diffusa».

Il vescovo prosegue: «Non si tratta dunque solamente di affrontare eventuali situazioni riguardanti il clero, gli operatori pastorali e gli educatori operanti a vario titolo negli ambienti ecclesiali (penso a catechisti, educatori, capi, allenatori, chi fa doposcuola, tutti coloro che sono a contatto con minori o adulti vulnerabili), ma anche e soprattutto di formare al rispetto integrale delle persone, specialmente dei piccoli e dei fragili». Il Servizio Interdiocesano per la Prevenzione, l'Ascolto e la Tutela dei Minori è dunque chiamato ad offrire supporto alle realtà ecclesiali delle diocesi di Modena e di Carpi. Questo supporto si articola attraverso varie modalità e attività: prevenzione e formazione su tutto il territorio; informazione e sensibilizzazione; formazione, sostegno e consulenza agli operatori ecclesiali impegnati a vari livelli nell’ambito educativo e pastorale; collaborazione e sinergia con il servizio nazionale e regionale per la tutela dei minori istituiti dalla Cei; rapporti con l'autorità civile e le relazioni pubbliche. Tra i compiti del Servizio c’è anche l’apertura di un Centro di Ascolto dedicato all’accoglienza, ascolto, sostegno e accompagnamento nelle situazioni di abuso. L’accesso al Centro di Ascolto, di cui e responsabile Elisa Santini, è molto semplice: attraverso la pagina dedicata al servizio nei siti delle diocesi di Modena-Nonantola e di Carpi si possono avere tutte le informazioni necessarie per un primo contatto. —



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