Eredità di Lilia Lolli: il Comune rinuncia ai 50mila euro rimasti
Il lascito dell’anziana ospite di Casa Serena contestato da lontani parenti. L’accordo successivo non rispettato
Daniele Dei
Il Comune di Sassuolo ha deciso di chiudere dopo un decennio una tribolata questione legata a una eredità prima ricevuta e poi contestata dai parenti della persona defunta, rinunciando a 50mila euro che avrebbe potuto incassare ma con rischi di un ulteriore aggravio se avesse perso una causa civile. L'ingarbugliata questione inizia il 23 maggio 2010 quando nella residenza per anziani di Casa Serena viene a mancare, all'età di 87 anni, la signora Lilia Lolli, ospite dell'istituto dal 1989. Quell'anno la signora aveva siglato un testamento in cui avrebbe lasciato i suoi beni a Casa Serena e dunque al Comune: si trattava di due appartamenti e quote in immobili, 150mila euro tra liquidità, titoli e crediti al netto delle passività, più altri gioielli. Il Comune, con nulla osta del Consiglio e con all'epoca sindaco Luca Caselli del centrodestra, accettò il lascito ma le signore Valentina, Saide e Franca Baldazzi, parenti di quarto grado della signora Lilia, ottennero l'annullamento del testamento in quanto, sentenziò il tribunale di Modena, il documento era senza firma e sarebbe stato compilato dalla donna nell'incapacità di intendere e di volere, divenendo dunque loro stesse le nuove eredi. Questo portò la giunta del sindaco Claudio Pistoni, nel 2015, a raggiungere un accordo con le parti: considerato che c'era stata anche una perizia che valutava apocrifo questo atto, l'amministrazione di centrosinistra convenne di non procedere con la causa, trovando un accordo con le tre signore, originarie di Soliera, e il loro garante Lamberto Casari, per cui il Comune avrebbe comunque ottenuto un totale di 70mila euro. Ventimila furono già versati dagli eredi come conseguenza della firma di questo accordo, mentre la restante quota doveva essere saldata in tre tranche entro il 2018. È però successo che gli eredi hanno manifestato la difficoltà a rispettare le scadenze per problemi di liquidità, per poi riportare di nuovo l'amministrazione di fronte al tribunale di Modena nel 2018 per annullare l'accordo sottoscritto. Il giudice ha invitato le parti a trovare una conciliazione e la giunta guidata dal sindaco Menani ha deciso di chiudere la questione trattenendo i 20mila euro già versati ma rinunciando agli ulteriori 50mila.—
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