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In Emilia Romagna un solo decesso Tamponi, oltre 480mila

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In  Emilia Romagna un solo decesso Tamponi, oltre 480mila

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È di 21 nuovi casi di Coronavirus e un morto, nel Bolognese, il bilancio delle ultime 24 ore in Emilia-Romagna. Dei nuovi positivi, scovati con 3.421 tamponi, 16 sono asintomatici e solo 4 sono stati registrati in provincia di Bologna dove nei giorni scorsi c'erano stati alcuni focolai, fra cui quello al polo logistico della Bartolini.

A fronte di 19 nuove guarigioni, il numero dei casi attivi aumenta di un'unità, raggiungendo quota 1.042. Crescono leggermente i pazienti ricoverati in terapia intensiva (che sono 12, uno in più di sabato) e quelli ricoverati negli altri reparti Covid, 108 (+2 rispetto a sabato).

Innanzitutto per quanto concerne il genere. Al 26 giugno i casi di infezione complessivi (che sono stati 28.456) erano suddivisi al 53 per cento tra le donne, al 47 tra gli uomini.

Un dato ben differente se si prendono in considerazione i decessi, che in regione sono stati 4.252: il 43 per cento erano donne, il 57 uomini.

L’analisi dell’ente prende in considerazione anche le fasce d’età. Quella più colpita con 4.921 casi è quella compresa tra i 50 e i 59 anni. Seguita da quella 80-89 anni con 4.608 e quella 70-79 4.103.

Se invece si controllano le generazioni più colpite da decessi, il dato più alto viene toccato nella fascia compresa tra gli 80 e gli 89 anni: sono stati 1.746 i morti. Ben 1.074 i lutti per chi aveva tra i 70 e i 70 anni e 882 per gli ultranovantenni.

Il virus non ha risparmiato nemmeno i più giovani: tra i 60 e i 69 anni 392 vittime, tra 50-59 sono morte 120 persone, tra 40-49 24, sotto i 40 anni 11 persone.

Un capitolo dell’analisi è dedicato ai tamponi. Dall’inizio dell’epidemia i tamponi effettuati sono stati 483.309. Nella scorsa settimana ne sono stati eseguiti 29.725.

La percentuale dei tamponi positivi rilevata negli ultimi 7 giorni è stata dello 0,7 per cento.

Un dato in leggero aumento rispetto al resto del mese di giugno quando la percentuale era oscillata tra lo 0,3 e lo 0,4 per cento.

Ma nulla in confronto al picco dell’epidemia quando i numeri erano inesorabili: a metà marzo ogni 100 tamponi ben 27 erano positivi, segno che si era nel pieno dell’emergenza sanitaria. —

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