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L’ultimo assolo di Fernanda La prof. Frongia va in pensione

Alfonso Scibona
L’ultimo assolo di Fernanda La prof. Frongia va in pensione

L’insegnante di musica alle medie Ruini si congeda dall’istituto «Ho sempre pensato ai ragazzi, ma non ho intenzione di fermarmi» 

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la storia



La scuola media Ruini perde un pilastro sul quale si reggeva da circa un ventennio: va infatti in pensione Fernanda Frongia, una delle più conosciute insegnanti della scuola. Sessant’anni, ex cantante lirica di fama internazionale (la sua voce da soprano ha girato l’Europa tra gli Anni Ottanta e Novanta) dal 1990 insegnava canto, musica e strumento nella scuola di via Mercadante.

«L’ho saputo per caso, chiamata dal patronato - racconta con ironia - e quasi non ci volevo credere. Io in pensione? Io che mi diverto ad insegnare, suonare, mettere sul palco i ragazzini alla fine dell’anno e che ho superato nel migliore dei modi anche questo ultimo quadrimestre, dialogando in video coi ragazzi? Poi ho riflettuto e, giocoforza, ho accettato la sentenza».

Origini sarde, sposata da 36 anni con Roberto e madre di Silvia (che frequenta l’università a Parma) e Giulia (che frequenta il conservatorio a Reggio), Frongia poco più che ventenne aveva davvero una carriera che si stava ampliando: Vienna, Monaco di Baviera, Milano tra le città con maggiori contratti e performance, fino all’arrivo di una “scrittura” per gli Stati Uniti e, contemporaneamente, la scoperta della sua prima gravidanza.

«Mi sono trovata davanti alla necessità di scegliere - aggiunge - ed ho scelto di smettere con il canto professionistico e pensare alla bimba. Da quel momento ho cambiato la mia vita trasformandola da cantante in insegnante».

Nel 2000 l’arrivo alla scuola media Ruini, diventata la sua “fucina di talenti”. Il suo modo di insegnare è stato copiato da tanti colleghi, soprattutto perché ha sempre messo al centro i ragazzi, che oltre allo studio degli strumenti e del canto, si sono poi misurati con il palcoscenico. «Non ho mai avuto rimpianti - chiarisce - ma ho cercato di infondere negli studenti l’amore per questa disciplina e per tutto ciò che vi gira intorno. Devo ammetterlo, ho avuto l’appoggio di quasi tutti i dirigenti che ho avuto. Ricordo in pasrticolare il preside Scovotto, ma anche Rita Turrini, precisa e puntigliosa sul lavoro, fino all’attuale, Maria Grazia Avallone, una donna con un carattere particolare ma con grandi doti umane. Tra le colleghe spiccano Monica Laritonda, Gianfranca Vitali, Alessandra Gibellini ed Alessandra Leo. Non voglio dimenticare il grande rapporto con territorio e con la scuola di musica “Olinto Pistoni” e la sua grande direttrice Norma Veronesi. Mi dispiace aver chiuso la mia carriera scolastica con l’insegnamento a distanza – conclude – anche se devo dire che ho imparato cose nuove ed i ragazzi hanno risposto benissimo. Ora non mi fermo: ho diverse proposte e vedrò cosa fare, certamente musica». —



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