L’ex sindaco Pelloni in campo «Mi candido con Pasini»
L’attuale consigliere regionale in forza alla Lega sarà in lista con il centrodestra e si dice pronto ad incontrare il Movimento 5 Stelle: «Sempre vicino alla città»
Giovanni Medici / Vignola
Sabato mattina era seduto alla sinistra del candidato sindaco Angelo Pasini al Caffè Torino. Simone Pelloni non poteva ovviamente mancare alla presentazione del candidato del centro-destra alla poltrona di primo cittadino di Vignola, la stessa sulla quale è rimasto seduto dal giugno 2017 fino a quando non è decaduto il 5 maggio scorso, avendo optato per la carica di Consigliere regionale dopo le elezioni del 26 gennaio. Ma Pelloni non si limiterà a dare solo il suo supporto esterno all’amico e fidato vice, ora sindaco vicario fino alle consultazioni amministrative del prossimo 20 settembre. È certa infatti, ed è lui stesso a confermarlo, la notizia di una sua candidatura nella lista della Lega per le comunali: una candidatura di peso, che lo porterebbe sicuramente a sedere sugli scranni della sala consiliare come uno dei più votati. D’altronde a questo primato è già abituato visto che già nel 2014 ottenne ben 170 preferenze, numero uno tra tutti gli eletti. Pelloni rivendica la necessità di restare a stretto contatto con la città dove è nato 34 anni fa e dove vive con la famiglia. «Lavoro per Vignola ora come consigliere regionale così come l’ho fatto quando ero sindaco della città. Bisogna essere vicini ai territori di provenienza e questo ti tiene anche con i piedi per terra. E poi fare squadra. Quando mi sono presentato nel 2017 pensavo che sarebbero potuti diventare ottimi primi cittadini tutti coloro che poi hanno formato la mia Giunta, per le loro esperienze politiche, civiche, imprenditoriali, professionali. Come vicesindaco e assessori avevo dei cavalli di razza; io ho cercato soprattutto di fare da collante, valorizzando al contempo anche le professionalità presenti in Comune». Rimane ora da capire, una volta presentatisi i candidati di centro-destra, Pasini, e di centro-sinistra, Muratori, se scenderanno in campo altri nomi; e in primis sarà importante capire cosa farà il locale Movimento 5 Stelle.
Pelloni spiega che è disposto ad incontrare i rappresentanti grillini ad esempio per conoscere le loro proposte per la città, ed eventualmente individuare le possibili convergenze programmatiche con quanto intende portare avanti Angelo Pasini. Il Movimento ottenne al primo turno nel 2017 con Fabio Rocchi il 7.4% dei voti. «A Vignola i grillini non sono molto radicati, potrebbero scegliere di puntare su un candidato di bandiera oppure non presentarsi e i loro elettori scegliere nomi e liste collegate a Muratori o Pasini. L’ideale - spiega Pelloni - sarebbe un primo turno a due che non obbligasse i cittadini a tornare alle urne due settimane dopo, con spese e disagi per la comunità». Ricordiamo che nel giugno del 2017 al ballottaggio Simone Pelloni venne eletto con il 51.1% dei voti, poco più di duecento in più della candidata di centro-sinistra Paola Covili. Una vittoria al fotofinish, ma d’altronde anche Mauro Smeraldi nel maggio del 2014 venne eletto con il 50.8% al secondo turno. Sarà così anche il 20 settembre prossimo?
Pelloni non si esprime su questo: intanto il sabato mattina è tornato a lavorare alla sua macelleria di Marano, gestita assieme allo suocero. «E durante l’emergenza sanitaria facevo pure le consegne a domicilio». —
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