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l’associazione la san nicola

Degli Angeli «Lì lo fanno stracotto Solo il nostro è un piatto iconico»

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«Trovo legittimo che Rubiera faccia un monumento al cappelletto. Insomma, il sindaco può fare ciò che vuole. Ma Rubiera lo fa stracotto…». Se esiste un purista del tortellino è Giovanni “Gianni” Degli Angeli, presidente della San Nicola, associazione che organizza la storica sagra del tortellino di Castelfranco, in programma quest’anno dal 4 al 13 settembre. «Noi abbiamo la storia: il Tassoni, il Ceri, il Muratori – spiega – e siamo stati i primi a fare un monumento. Rubiera fa qualcosa di diverso». Per Degli Angeli, attraverso il monumento, «anche Bologna ha riconosciuto in Castelfranco la genesi del tortellino». Quanto alla proposta di Cavallaro, «trovo legittimo che abbia interesse a valorizzare le proprie tradizioni. Non so se Rubiera sia la patria del cappelletto come Castelfranco lo è del tortellino. Rubiera è la terra dove comincia il cappelletto». Ma, aggiunge, «ogni paese ha prodotti identificativi. Però, come dice Massimo Bottura, il tortellino è iconico. Anche alla mensa di Gucci, il cui amministratore delegato è un rubierese doc, mi risulta che si mangino tortellini. Nel mondo, se parli di tortellino tutti sanno cos’è, se parli di cappelletto, parli di un’altra cosa». Ma qual è la differenza fra i due piatti? «A Reggio si fa stracotto nel senso che generalmente il ripieno lo si cucina tutto. Noi scottiamo solo la lonza, perché trattiene meglio i sapori».

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