La “Mirandola exit” tra numeri e critiche
L’on. Golinelli: «Il Comune risparmierà migliaia di euro» Negro del Pd: «Scelta solo politica e leghisti irresponsabili»
La Mirandola-exit tiene banco e continua ad accendere polemiche tra la maggioranza di centrodestra della cittadina e il resto dell’Unione Area Nord.
«Sull’uscita dall’Ucman abbiamo sentito tante falsità - attacca l’on. Guglielmo Golinelli, lehista e capogruppo in Consiglio a Mirandola - La prima riguarda i 102 mila euro di perdita a cui Mirandola andrà in contro, che in realtà sono l’esatto opposto, cioè maggiori costi dovuti all’Unione. Chi ha fatto quest’affermazione probabilmente è in malafede o non comprende la differenza tra entrate e uscite, perché i 102 mila € sono maggiori spese a cui il comune di Mirandola andrà incontro dentro l’Unione (dovuti al riparto dei nuovi criteri di calcolo rispetto alla spesa storica), per cui già dall’anno prossimo la nostra città avrà la certezza di non affrontare questa maggiore spesa per i servizi sociali e per la pubblica istruzione».
«È alquanto strambo affermare che il comune ci perderà sulla base di soli 2 servizi, quando quelli conferiti da Mirandola sono 29 e le risorse traferite dal Comune all’Unione sono oltre 7 milioni di euro - prosegue Golinelli - Dalle prime analisi informali, confortando le spese pre Unione, con quelle attuali, ci sarebbero risparmi nell’ordine di qualche centinaia di migliaia di euro, che però non abbiamo voluto considerare, se non come dato non negativo e prudenziale.Il dato positivo è che riportando sotto il controllo diretto oltre 90 dipendenti e i 7 milioni di euro, Mirandola avrà la possibilità di riorganizzare, sburocratizzare ed efficientare l’intera macchina, così come richiesto dai cittadini mirandolesi con il loro voto un anno fa.
San Lazzaro di Savena e Fiorenzuola d’Arda sono già uscite dalle rispettive unioni negli anni scorsi, San Leo in Valmarecchia, Forlì, Gatteo, Pedaso e tanti altri comuni usciranno a breve. Se ci fossero danni economici -come paventato dal Pd che pensa di affidarsi alla magistratura contabile per contrastare una scelta politica e gestionale-, l’effetto Exit si sarebbe arrestato con i primi due comuni e invece sta proseguendo in tante altre realtà, perché le unioni che non funzionano o che danneggiano il comune più grande sono tante, come nel caso di Mirandola».
Di parere opposto il capogruppo Liste civiche – Pd nel Consiglio dell’Unione dei Comuni dell’Area Nord Paolo Negro. «Il senso di fondo del ragionamento della maggioranza leghista é: non rompeteci le scatole con questa storia dell’analisi costi/benefici, con questa storia della partecipazione, la nostra è una scelta politica, abbiamo ricevuto il voto degli elettori per cambiare e cambiamo. Che dire? Certo, il Comune di Mirandola è libero di fare le proprie scelte politiche e giudicheranno gli elettori mirandolesi quando saranno chiamati a farlo. Ma le conseguenze del loro ‘esperimento’ non sono un fatto politico personale di Golinelli e Greco. La politica non è solo ‘etica della convinzione’ ma anche ‘etica della responsabilità’: non può perdere mai di vista le conseguenze dell’agire. Per questo, sul piano delle conseguenze già in atto, un giudizio possiamo darlo, così come possono già darlo tutti i cittadini, mirandolesi e non. È politicamente irresponsabile che nei prossimi mesi tutte le forze non siano dedicate a gestire le difficoltà e le incertezze collegate alla crisi economica in cui stiamo entrando. Tutto questo è irresponsabile. Il danno è già qui ed è ora, per tutti i cittadini dei nove Comuni». —
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