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Il caseificio di Rosola ha rinnovato la storica sede

Il caseificio di Rosola ha rinnovato la storica sede

Nuovi laboratori, bottega e magazzino di stagionatura che può ospitare 5mila forme È un presidio Slow Food e esporta in tutto il mondo

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ZOCCA

Taglio del nastro ieri a Rosola. È stata infatti inaugurata la ristrutturazione del Caseificio di Rosola, nato nel 1966 e conosciuto in tutto il mondo (i suoi prodotti arrivano anche Oltreoceano, grazie al circuito Eataly) per il suo Parmigiano Reggiano di alta qualità, ottenuto attraverso il latte di vacche di razza “Bianca Modenese”. Un Parmigiano, tra l’altro, che è anche “profeta in patria”, essendo acquistato pure dallo chef pluristellato Massimo Bottura, come è stato ricordato. Presenti all’inaugurazione della nuova bottega, del nuovo laboratorio di porzionatura e confezionamento e del magazzino di stagionatura (dove è stata fatta una ristrutturazione) sono stati tra gli altri il presidente della società cooperativa Caseificio di Rosola, Alessandro Marchi, il socio dei caseificio e presidente del Consorzio Bianca Modenese, Gilberto Leonelli, il sindaco e il vicesindaco di Zocca, rispettivamente Gianfranco Tanari e Federico Ropa, il presidente della Condotta Slow Food Valle del Panaro, Gino Quartieri, il parroco don Martino, soci del Caseificio. «Quella di oggi è la terza tappa della nostra storia – ha commentato il presidente Marchi – dopo l’avvio dell’attività nel 1966 e l’inizio della produzione di parmigiano reggiano con vacche di razza Bianca Modenese, datato 2005». Non è facile decidere di produrre latte da queste vacche, che se è vero che rappresentano un po’ le “madri” del parmigiano reggiano “made in Modena”, dal secondo dopoguerra in poi sono state via via soppiantate da quelle di razza Frisona, molto più produttive. Eppure c’è chi, grazie anche all’importante lavoro di sensibilizzazione svolto da Slow Food, va controcorrente e decide, come il Caseificio di Rosola, di avere 150 capi di “Bianca Modenese” che producono latte per 2 forme di parmigiano reggiano al giorno. Del resto, ora lo spazio in magazzino non manca per la stagionatura: ci stanno fino a 5.000 forme e, come ha sottolineato lo stesso primo cittadino di Zocca, «tutto ciò ha rappresentato anche un importante intervento di recupero di edifici che altrimenti sarebbero stati destinati al degrado». —



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