Una mamma su due è straniera Più “immigrati” dal sud Italia
I dati sulla popolazione modenese sono stati presentati in commissione Servizi Nel 2019 crescita di 434 persone, ma le nascite sono da anni sotto quota 1500
L’aumento demografico è contenuto, ma di questi tempi il segno “più” è già un successo. E se da una parte sono gli immigrati a far galleggiare i dati della natalità, dall’altra si registra un fenomeno che non conoscevamo da vent’anni: a Modena sono arrivati più cittadini del sud Italia che stranieri. Numeri di una popolazione che cambia, quelli che sono stati diffusi ieri pomeriggio durante la commissione consiliare Servizi, presieduta da Tommaso Fasano, che ha dedicato la seduta all’approfondimento del cosiddetto “fattore famiglia”. A presentare gli scenari demografici modenesi è stato Giovanni Bigi, responsabile dell’Ufficio statistica del Comune.
Partendo dalla popolazione, nel 2019 i residenti erano 186.741, mentre l’anno precedente erano 186.307, e nel 2017 erano 185.273. Per il terzo anno consecutivo, dunque, la popolazione del Comune di Modena è in crescita: se nel 2017 l’aumento era stato di 546 unità, l’anno successivo la crescita ha raggiunto quota 1034, mentre nel 2019 sono stati registrati 434 modenesi in più. «La crescita della popolazione modenese - commenta il presidente Fasano - si presenta in leggera controtendenza rispetto ai dati nazionali, che nel 2019 hanno registrato il tasso di natalità più basso dall’Unità d’Italia. A Modena il numero delle nascite è stabile, e l’incremento è dovuto principalmente alla capacità di attrazione della città e, quindi, a un saldo migratorio positivo». Venendo ai nuovi nati, dunque, nel 2017 il loro numero è stato di 1461, mentre l’anno seguente i neonati modenesi sono stati 1484, e nel 2019 sono stati 1471. Un dato significativo è quello delle madri, dal momento che il 44% di loro sono straniere, mentre la media-figli è di 1,4 per donna. La previsione è che, a meno di forti mutamenti di tendenza, nei prossimi anni il numero delle nascite sia destinato a calare. Stabile anche il numero delle morti, che dalle 2015 del 2017 sono passate alle 2004 del 2018 alle 2018 del 2019 (dal momento che i dati si fermano all’anno scorso, non si tiene conto dell’effetto-Covid). Il saldo naturale è quindi negativo, come accade dal 2007. Un altro dato interessante riguarda gli arrivi da “fuori”: per la prima volta dopo vent’anni, ci sono state più immigrazioni dal sud Italia che dall’estero. Spostandosi alle migrazioni verso i Comuni limitrofi, negli ultimi anni è diminuito quello dal capoluogo verso le aree della Cintura: Bomporto, ad esempio, è passato da un aumento medio annuo di 32 unità ogni mille residenti del periodo 2000-2009 alle 6 unità del periodo 2010-2019. Per quanto riguarda la speranza di vita, diminuisce il divario tra femmine e maschi, per i quali la durata media della vita si allunga fino a 82,6 anni, mentre resta invariata a 86,1 quella delle donne. —
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