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Lo store di via vignolese 

Dejavu’ Fashion Shop porta la moda italiana nel mercato cinese

Alice Benatti
Dejavu’ Fashion Shop porta la moda italiana nel mercato cinese

Il negozio di abbigliamento multibrand gestito da un 29enne entra nel marketplace “Fucol Club” con 200mila iscritti

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A fine giugno Dejavu’ Fashion Shop è sbarcato sul mercato cinese e lo fa puntando su Fucol Club, il nuovo marketplace privato da 200mila iscritti che si serve del “coltellino svizzero” WeChat, utilizzato, ogni giorno, da oltre un miliardo di utenti nel mondo e oramai presente, nel Paese del Dragone, su quasi ogni cellulare.

Più che una app WeChat è un “ecosistema” all’interno del quale gli utenti cinesi possono svolgere gran parte delle attività quotidiane – dalla messaggistica al pagamento delle bollette – tra le quali inviare agli iscritti contenuti di interesse, in questo caso i prodotti dei negozi affiliati alla piattaforma, le ultime tendenze, promozioni e scontistiche. «Siamo stati selezionati da Fucol Club, che ha sede a Hong Kong, per l’importanza dei brand che oggi abbiamo in negozio, molto forti sul mercato asiatico – dice Alfio, titolare del concept store fondato a Modena nel 2009 – gli iscritti a questo marketplace acquisteranno direttamente sul nostro sito con una percentuale di sconto a loro dedicata e gli ordini della giornata saranno spediti il giorno successivo. La merce partirà da Modena e, una volta a Hong Kong, sarà smistata e consegnata da corrieri che lavorano per noi».

Nato 11 anni fa nel quartiere del polo universitario modenese, per Dejavu’ la svolta arriva 3 anni fa, quando lo store di via Vignolese cambia volto: spazi più ampi e la scommessa di puntare solamente sulla moda uomo attraverso una selezione di brand all’avanguardia e di importanza internazionale fra i quali Buscemi, Comme Des Garçons Play e Versace. «Sono il cliente più giovane in Italia e, forse, in Europa, di alcuni dei brand che sono riuscito ad avere in negozio – sottolinea Alfio – ho 29 anni e in questo settore per conquistarsi credibilità e fiducia bisogna lavorare tanto e bene. Oltre alla Cina abbiamo sviluppato nuovi mercati online in America, attraverso il marketplace Garmentory, e in nord Europa, appoggiandoci a Miinto, riuscendo così ad ampliare il nostro portafoglio clienti. Oggi in questo settore sviluppare l’e-commerce e i social è importantissimo. Io ci ho investito fin da subito e leggo tanto per restare sempre aggiornato».

Un tema, quello della presenza online dei negozi, di cui si è discusso molto nei mesi del lockdown e che ha visto, anche a Modena, penalizzati gli imprenditori che puntavano tutto sul “vecchio mestiere” della vendita in presenza. «Creare un sito al momento e pensare di vendere subito è impossibile, non è come tirare su la serranda la mattina. Dietro c’è tanto lavoro, penso ad esempio allo studio dettagliato della targetizzazione per le sponsorizzazioni e a Google Ads», sottolinea il socio dell’attività insieme alla sorella Mary. Il loro è uno staff giovane che, tra Modena e Vignola (dove c’è il secondo store), conta sei persone tra i 20 e i 35 anni unite dalla passione per la moda. E’ Manuel, buyer 23enne, a spiegare la filosofia del negozio. «Proviamo a creare un luogo dove il cliente si senta accolto. A chi entra offriamo un caffè, chiediamo com’è andata la giornata, insomma discorsi di vita quotidiana, e da lì cominciamo ad illustrare i prodotti. Io mi occupo di selezionare gli articoli di stagione in stagione e la parte più difficile è capire come sarà la moda l’anno successivo. Fra una settimana andremo a selezionare l’estivo 2021 e per poterlo fare dobbiamo sempre informarci, parlare con i manager e altre persone di riferimento all’interno dei brand, capire quali saranno gli articoli migliori». E sulle tendenze della moda uomo per l’autunno-inverno, il giovane buyer risponde così: «Vedremo un bellissimo ritorno del vintage con dettagli color sabbia e sui toni del grigio, ricami ricchi e italiani. Dopo quello che è successo è fondamentale ridare italianità ai prodotti». —

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