Il marito si è trasferito per seguire Simona da Torino a Maranello
La 42enne Curci, laureata in psicologia, è impegnata nel settore Risorse umane
«Ferrari vuole valorizzare il meglio di ognuno. Integrare e rispettare le differenze, quelle di genere ad esempio, dà qualcosina di più». Simona Curci, 42 anni, da cinque lavora all’interno della Ferrari nel settore Risorse umane, occupandosi con ruoli di vertice di politiche, processi e metodi per facilitare il lavoro delle persone e valorizzarne le esperienze. È lei che ha seguito per circa un anno il lavoro di PwC e che ha portato al riconoscimento della certificazione Equal Salary. «È una grande soddisfazione – spiega Curci – Al di là del sancire che le donne in Ferrari ottengano la stessa retribuzione degli uomini a parità di qualifiche e mansioni, significa anche che il sistema interno di valorizzazione delle risorse umane è equo e meritocratico, riconosce i talenti e le professionalità».
Ferrari vuole dire tecnica, ingegneria, specializzazioni che di solito si attribuiscono agli uomini, per cultura e tradizione: per un’impresa leader mondiale come Ferrari il genere però non è più uno sbarramento invalicabile.
«Ferrari ti spinge a dare il meglio e la passione qui fa in modo che un sogno possa diventare realtà». Torinese, quando ha iniziato a lavorare a Maranello ha deciso di comune accordo con il marito di trasferire la famiglia. E il coniuge ha “sposato il progetto” dimettendosi dal suo impiego. «Una scelta forse atipica; di solito succede il contrario, è la moglie che lascia il lavoro per seguire il marito». Nel privato Curci, laureata in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Torino, ha avviato una attività di consulenza e supporto proprio alle donne che attraversano difficoltà nel mondo del lavoro. —
G.M.
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