Nasce lo spazio “Zona Libera” per attività, sport e musica con uno sguardo all’ambiente
All’ex Macello ogni pomeriggio volontari Arci, Cai e di altre associazioni danno vita a un mese e mezzo di incontri con un interesse ecologico
l’iniziativa
gabriele farina
La chiamano Libera, Zona Libera. All’ex Macello l’energia non manca. Al mattino, i centri estivi. Al pomeriggio, incontri su temi attuali: la scuola, la lotta al razzismo, l’emergenza ambientale… Tanti gli spunti, tante le turbine del progetto. Il Vibra e l’associazione Idee in Circolo, lo Spazio Nuovo, l’Arci e il Club Alpino Italiano si sono messi in rete. In collaborazione con il Quartiere 1 e il Comune, sono tornati «carichi con una bella energia». Le parole sono di Hind Ghninou, volontaria del Servizio Civile impegnata dalla mattina alla sera. Inizia la giornata come responsabile del benessere e della sicurezza di chi partecipa ai centri estivi. La missione? «Creare un ambiente sano, sicuro e divertente», come spiega la giovane. Le attività sono diverse e variano dallo yoga alla danza passando per gli sport non di contatto. Al pomeriggio, partono le attività per i grandi. Si spazia dalla radio Liberamente agli incontri culturali fino ai dj set. Eventi ad ampio spettro in cui è evidente un filo rosso: divertirsi. «Tutti abbiamo passato un periodo difficile - ricorda Ghninou - e quindi stiamo cercando i modi per far divertire le persone». L’esordio è stato un laboratorio di scenografia, avviato alla fine del lockdown. «È stata un’esperienza bellissima - rivela la volontaria - hanno partecipato in tanti, anche chi non aveva mai frequentato gli spazi». «Ci siamo lasciati a febbraio già in fermento - fa eco Manuela Ciambellini, volontaria di Vibra, Idee in Circolo e Spazio Nuovo - con l’idea di organizzare attività estive di questo tipo. Nel lockdown, siamo rimasti in contatto e il confronto è rimasto vivo. Quando abbiamo deciso di riavviare le attività, è stato spontaneo unire le risorse umane ed economiche. È da tanto che vogliamo creare un polo culturale». Resta lo spirito di «dar voce a chi sembra avere meno voce». Informazione e sensibilizzazione vanno di pari passo. Ciambellini rilancia l’invito di dire «basta alle mascherine buttate per strada», indicando il tema che le sta più a cuore. «È la scuola - spiega Ciambellini - perché da una parte c’è il diritto all’istruzione, dall’altro quello alla salute». —
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