«Non riusciamo a pagare E ci staccano la corrente»
Tanti morosi nel condominio di via Circonvallazione Nord Est: «Senza risposte Attendiamo la casa popolare, con questi costi non possiamo saldare le bollette»
Oltre una mezza dozzina di famiglie alle quali viene tolta la corrente e l’acqua. Accade nel condominio di via Circonvallazione Nord Est 201, accanto all’hotel “Leon d’Oro”, chiuso da tempo ed in attesa di liquidazione. Le motivazioni sono di varia natura, prima di queste il mancato pagamento delle bollette, per cui Hera “agisce d’ufficio”.
«Abbiamo tanti bambini piccoli tra queste famiglie - dice Anna Giannoccolo, disoccupata e madre di tre bambini, il più grande di appena 8 anni - e questo appartamento (non sono case popolari, ndr) ci è stato assegnato con l’aiuto dei Servizi sociali del Comune. Mio marito fa qualche lavoro saltuario e non ci possiamo permettere il pagamento delle bollette. Prima di tutto voglio dare da mangiare ai miei bambini. Ho chiesto di parlare con l’assessore o con il sindaco ma non mi è stato risposto».
La stessa situazione vede coinvolte una mezza dozzina di alloggi e le rispettive famiglie che vi abitano, tutte con bambini in tenera età. «Ci hanno anche staccato l’ascensore - aggiunge Helga Fontana - e sospesa la pulizia delle scale, che comunque assicuriamo noi. Il condominio, a due passi dalla circonvallazione è anche meta di prostitute e spacciatori, che si infilano per le scale e ci terrorizzano. Qualche settimana fa uno di questi è stato arrestato dalla polizia proprio mentre scappava, ma poi lo hanno rilasciato».
Qualcuno ha provato a chiedere una alternativa ai Servizi sociali ma la risposta è stata interlocutoria. «Dal Comune ci dicono che non ci sono case popolari disponibili - ha dichiarato anche Desiree Scuoppo, invalida, che ha un nucleo di 4 persone ed il compagno che lavora ad Imola e torna nel fine settimana - e che dobbiamo avere pazienza. La pazienza si ha se le cose vanno bene ma la situazione attuale è insostenibile. Io sono iscritta nelle liste delle case popolari da 4 anni ma dall’Unione dei Comuni ci hanno risposto che non ci sono assegnazioni né a Sassuolo e nemmeno a Formigine, dove saremmo disponibili a trasferirci. Certo che la situazione attuale è ai limiti della sostenibilità».
Altra famiglia composta da 5 persone, di cui tre bambini è quella di Saiba Jambrir. «Abbiamo chiesta la casa popolare - dice la donna - ma non ci sono disponibilità. Non è nemmeno bello vivere nell’incertezza se al mattino possiamo accendere la luce o trovarci senza, poter lavare i nostri bambini o meno. Dal Comune non ci arrivano risposte e restiamo nell’incertezza ogni giorno».
Qualcuno ha anche fatto ricorso all’assistenza di un legale, per sbrogliare una matassa che è di difficile soluzione ma non ci sono segnali che la strategia abbia avuto effetto. «Con l’estate alcune emergenze sono superabili - chiudono in coro - ma proprio questo è il periodo nel quale serve trovare le soluzioni ed evitare un’emergenza nel periodo autunnale». —
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