«Compro Villa Ferri ma serviranno tanti soldi per aprire»
San Felice. La replica del sindaco Goldoni «Il futuro lo decideremo con i cittadini»
IL CASO
SAN FELICE
«Vorrei ribadire per l’ennesima volta quello che abbiamo già detto in diverse occasioni. Questa amministrazione ha intenzione di procedere all’acquisto di Villa Ferri, un edificio che è uno dei simboli della nostra comunità. Semplicemente, visto che stiamo parlando di cifre ingenti e di denari dei cittadini, vogliamo vederci chiaro e capire quali sono i costi reali dell’operazione a carico della comunità».
Il sindaco Michele Goldoni attacca così la replica alle accuse di immobilismo lanciategli da Alessandro Fortini capogruppo del centro sinistra sull’acquisto dell’ex Casino del Duca Francesco d’Este (o Villa Ferri) a ridosso del centro cittadino. Un immobile importante per tutto il Modenese sia sul piano storico che architettonico. Ma che, di proprietà privata, sta letteralmente crollando.
«Ricordo che in Consiglio comunale, poco prima delle elezioni amministrative del 2019, era stato votato un ordine del giorno che vincolava l’acquisto di Villa Ferri per 500mila euro al parere favorevole del Demanio, parere favorevole che non è arrivato - prosegue Goldoni - Quindi abbiamo dovuto ripartire da capo e avviare un nostro percorso incaricando un tecnico. Voglio poi ricordare che il contributo regionale sarebbe ingente, quasi 4 milioni di euro, ma non consente la consegna dell’immobile “chiavi in mano”. Mi spiego: serviranno costose opere di rifunzionalizzazione per completare i lavori, un intervento che intendiamo quantificare. Per dare un’idea si tratta di milioni di euro che dovrebbe pagare il Comune e che vanno sommati al costo di acquisto, sempre a carico del Comune, e al contributo regionale che “copre” solo il ripristino strutturale dell’immobile. Parliamo di tanti soldi...».
Il capogruppo dell’opposizione in Consiglio comunale Alessandro Fortini ha dichiarato che il parere del Demanio non è più vincolante. Come risponde?
«Innanzi tutto il parere al Demanio è stato richiesto nel 2019 quando la legge era ancora in vigore. Un parere non positivo che rimane comunque agli atti. Ribadisco poi che noi ci sentiamo vincolati dall’obbligo morale di cercare il giusto valore da attribuire all’immobile. Per questo abbiamo iniziato un nuovo percorso, il cui scopo è anche quello di tutelare noi e i nostri cittadini, sapendo che il prezzo che pagheremo per acquistare Villa Ferri è congruo. Trovo infine bizzarro che l’opposizione voglia promuovere una raccolta di firme per sollecitarci a fare quello che già stiamo facendo».
Ma voi cosa vorreste fare di Villa Ferri una volta recuperata? Che idea di centro avete?
«Abbiamo idee molto chiare su quello che vogliamo fare del centro del nostro Comune in cui rientra anche Villa Ferri. Ci sono immobili le cui funzioni vanno armonizzate tra loro. A tempo debito lo faremo sapere ai cittadini, coinvolgendoli in un percorso che vuole essere il più partecipato possibile e non calato dall’alto e per il quale abbiamo già iniziato una serie di incontri con le associazioni locali». —
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