Gazzetta di Modena

Modena

Dopo le aggressioni in via del voltone 

I locali della Pomposa «Il degrado qui non è di casa»

S.TO

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«In Pomposa ci vengono famiglie, vi sono state organizzate negli anni parecchie iniziative, tutta la zona è frequentata da decine e decine di giovani. Vogliamo lanciare un messaggio di positività e non di negatività. Non esiste che siamo additati come una zona di degrado e di pericolo perché così non è. E se succedono fatti spiacevoli e comunque circoscritti alla responsabilità personale di qualche ubriaco o squilibrato, ebbene questi fatti possono accadere in qualsiasi parte della città». Marcello Dolcini, amministratore del locale Salumeria del Cardinale in via C. Morione, si fa portavoce di un gruppo di imprenditori di Montaditos, Reset, Labeerinto, Al Goblet, locali che si trovano alla Pomposa, ovvero, come precisa Dolcini, tra piazza Pomposa e la piazzetta compresa tra le vie Castelmaraldo e Cardinal Morone. Il suo messaggio fa riferimento alla vicenda avvenuta in via del Voltone dove un uomo ha dato in escandescenze e ha aggredito personale e titolari di due esercizi, gettando a terra una donna e minacciando i presenti.

«Lo svolgimento dei fatti - dice Dolcini - è purtroppo qualcosa di comune in tutta la nostra città. Qualche sprovveduto, ma non solo, può farsi un’idea sbagliata di come si svolge la quotidianità in un’area assai ampia che include anche parte di via del Taglio. All’interno di quest’area risiedono numerose famiglie e operano tanti esercenti con attività fisse di artigiani, negozi, gelaterie, bar e ristoranti nonché con attività “mobili” come i vari mercatini che si svolgono durante la settimana o in periodi particolari dell’anno».

«Se solo pensiamo a com’era l’area parecchi anni fa - sottolinea Dolcini - sono stati fatti passi da gigante. Allora c’era degrado davvero, una zona in pieno centro lasciata all’abbandono, nel buio, nel silenzio, perchè ancora senza alcuna attività. Ora invece è il contrario: grazie proprio alla volontà e alla perseveranza di alcuni imprenditori, la cosiddetta “zona della Pomposa” negli ultimi dieci anni è stata soggetto di una profonda evoluzione positiva che ha fatto sì che situazioni ben più gravi di quella oggetto dell’articolo, venissero sanate rendendola certamente più sicura, fruibile e vivibile».

Dolcini e gli altri imprenditori vogliono evidenziare proprio questo, la realtà di una zona viva e sicura. «Siamo stanchi di vedere additata la “nostra zona” - hanno scritto Dolcini e gli altri imprenditori in una nota - come simbolo del degrado quando, purtroppo, in realtà esistono zone cittadine in cui il malaffare quotidiano risulta essere ben peggiore. È ovvio che sia necessaria una presenza più importante di forze dell’ordine in tutta la città, ivi compresa la nostra area, a tutela di tutti quei cittadini che vogliono godersi in tranquillità con le famiglie e gli amici il proprio tempo libero in un ambito che anche da un punto di vista scenografico risulta essere molto attraente come tutto il centro. Vorremmo che ai modenesi giungesse un messaggio di positività e non di negatività riguardo “La Pomposa” affinché possano scegliere in tranquillità se passare del tempo al suo interno». —

S.TO

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