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Lega: Romani è segretario Subito parte all’attacco flashmob all’inceneritore

L.G.
Lega: Romani è segretario Subito parte all’attacco flashmob all’inceneritore

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Un nuovo responsabile provinciale, ma anche una nuova segreteria, una nuova iniziativa dedicata ai cittadini e un flash mob per rimettere al centro il rapporto tra ambiente e gestione dei rifiuti. La Lega provinciale torna in pista con una serie di cambiamenti e di iniziative. Partendo dalle novità politiche, a coordinare il Carroccio da oggi è Davide Romani, consigliere comunale a Formigine: da sempre vicino al consigliere regionale Stefano Bargi, Romani al momento è l’unico rappresentante della Lega sul territorio, dal momento che le cariche cittadine dovranno essere rinnovate nei prossimi giorni. «Qualcuno mi ha etichettato come “l’uomo di Bargi” - spiega il nuovo responsabile del partito - ma io non sono l’uomo di nessuno, e sono a servizio solo di Matteo Salvini per contribuire alla riorganizzazione della Lega in provincia di Modena». Nella sua squadra ci saranno anche il capogruppo a Modena Alberto Bosi, che avrà la delega agli Enti locali, Alex Pedrazzi, che rappresenterà i Giovani, e Tullio Ori di Vignola, che avrò la delega all’Organizzazione.

Due le iniziative varate subito dal nuovo coordinatore insieme al gruppo consiliare di Modena: la prima si svolgerà questa mattina alle 10 davanti all’inceneritore di via Cavazza, con il flash mob «per dire basta - spiega il capogruppo Bosi, che sul tema ha presentato una mozione insieme ai Forza Italia e Fdi-Pdf - a una politica che ogni anno porta a bruciare 238mila tonnellate di rifiuti, quando in provincia se ne producono 120mila».

L’altra iniziativa si chiama “Dilloallalega”: la sede di viale Caduti in Guerra sarà aperta tutti i lunedì e venerdì dalle 18 alle 19.30 - e disponibile anche al telefono al numero 059217854 - come punto d’ascolto per i modenesi che desiderano fare segnalazioni sui problemi della città o proposte. «Un segnale di attenzione nei confronti dei cittadini - chiude il capogruppo Bosi - mentre dalla giunta Muzzarelli e dal Pd arrivano segnali nella direzione opposta, dal momento che sono riusciti ad aumentare l’addizionale Irpef in piena crisi da Covid-19, mentre nessuno di loro ha pensato di toccare la Tari nonostante le aziende non abbiano prodotto per tre mesi». —

L.G.

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